
Il governo di Giorgia Meloni infligge un colpo durissimo ai complottisti di ogni colore politico limitando il segreto di Stato solo a casi indispensabili.
Ad annunciarlo è stato Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, rispondendo a una interrogazione di Noi moderati durante il question time alla Camera.
“Fin dal suo insediamento il governo, in particolare la Presidenza del Consiglio, ha attribuito la massima attenzione a che gli istituti normativamente previsti a protezione delle informazioni sensibili abbiano un’applicazione coerente con la Costituzione e con la legge n. 124 del 2007, di riforma dell’intelligence.
In tal senso il governo ha seguito la linea di apporre il segreto di Stato nei soli casi in cui ciò si renda indispensabile per salvaguardare gli interessi supremi dello Stato”.
“e nel pieno rispetto dei diritti dei cittadini. Un monitoraggio costante è stato quindi attivato per valutare l’effettivo impiego di tali strumenti, garantendo che il loro utilizzo sia strettamente proporzionato alle esigenze di tutela della sicurezza nazionale e che ogni eventuale compressione dei diritti fondamentali sia adeguatamente motivata e giustificata.
Parallelamente, il governo ha promosso un dialogo costruttivo con le autorità competenti, in particolare con l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, al fine di assicurare la massima trasparenza e accountability nell’applicazione delle normative in materia di segreto di Stato e di tutela delle informazioni sensibili.
L’obiettivo primario rimane quello di bilanciare efficacemente le esigenze di sicurezza nazionale con la salvaguardia delle libertà civili e dei principi democratici, in un quadro di piena legalità e di rispetto dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione.
il caso Genchi, archivio segreto di via Nazionale del Sismi, lo scandalo Telecom-Sismi e infine quella del procedimento penale a carico di Ferrucio De Bortoli e Magdi Allam con l’ipotesi di diffamazione a carico di un iman di una moschea italiana”.
“A queste -ha spiegato ancora Ciriani- si è aggiunta la decisione assunta lo scorso 3 aprile di rimozione del segreto di Stato costituito in esito all’audizione dell’ambasciatore Elisabetta Belloni nell’ambito di un procedimento penale condotto dall’autorità giudiziaria di Ravenna.
. A oggi, quindi, nei due anni e mezzo di attività di questo governo, sono stati rimossi sette segreti di Stato, nell’ambito di un percorso che non trova riscontro, per quantità e intensità, nell’azione di alcuno degli Esecutivi che sono stati chiamati a dare effettiva applicazione ai principi codificati dalla legge n. 124.
In vigenza di tale legge e prima dell’insediamento dell’attuale governo – conclude il governo -, il potere/dovere di costante rivalutazione dell’esigenza di mantenimento di un così eccezionale strumento di segretezza era stato esercitato per un totale di dieci volte, cinque durante il governo Renzi e cinque nei due governi Conte“.
