Di George Guido Lombardi

Washington D.C. e Roma capitali del vero Occidente.

Sono eredi di una storia millenaria e custodi di valori eterni.

La città eterna è il cuore dell’Impero Romano, che ha gettato le basi della cultura, del diritto, dell’architettura e della lingua che hanno plasmato gran parte dell’Occidente.

Washington DC, la capitale degli Stati Uniti, è considerata il centro del potere politico e culturale del mondo occidentale contemporaneo, incarnando i valori di democrazia, libertà e progresso.

Lì, tra i marmi del Campidoglio e le pietre del Colosseo, pulsa il cuore di una civiltà che ha illuminato il mondo con la sua arte, la sua filosofia e il suo diritto.

Un Occidente che non si piega alle mode passeggere né ai falsi profeti, ma che guarda al futuro con la saggezza del passato.

Un Occidente fiero delle proprie radici, conscio del proprio ruolo nella storia e determinato a difendere la propria identità.

Un Occidente che non rinnega il proprio passato, ma lo custodisce come un tesoro prezioso, traendone ispirazione per affrontare le sfide del presente e costruire un futuro di prosperità e di pace.

Un Occidente che crede nel valore della libertà, della democrazia e del rispetto dei diritti umani, e che si impegna a promuoverli nel mondo, consapevole che solo così si potrà garantire un futuro di giustizia e di progresso per tutti.

Un Occidente che non ha paura del confronto, ma che si batte per affermare la propria visione del mondo, forte della propria storia, della propria cultura e dei propri valori.

Un Occidente che sa di essere un faro di civiltà, un modello di sviluppo e un punto di riferimento per tutti coloro che credono in un futuro migliore.

Roma e Washington sono ormai le vere capitali della politica e della cultura occidentale.

 due città che incarnano la storia, il potere e l’innovazione.

La prima, con le vestigia di un impero millenario e il cuore pulsante della cristianità, continua a irradiare un fascino senza tempo, attirando artisti, intellettuali e leader da ogni angolo del globo.

La seconda, giovane e dinamica, simbolo del sogno americano e della democrazia moderna, detta le agende globali e influenza le tendenze culturali a livello planetario.

Entrambe, pur nelle loro diversità, rappresentano un faro per l’Occidente, un punto di riferimento imprescindibile per chiunque voglia comprendere le dinamiche del mondo contemporaneo.

Rimettere l’economia in carreggiata.

Ridare orgoglio al popolo italiano e a quello americano.

Un’impresa ardua, certo, ma non impossibile.

Con la giusta determinazione e un pizzico di follia, tutto è possibile.

Il governo Meloni si presenta come un interlocutore credibile per la Casa Bianca, segnalando una forte e crescente intesa tra Washington e Roma.

Un’alleanza strategica che si rafforza in un momento geopolitico cruciale, con l’Italia che si propone come partner affidabile degli Stati Uniti in Europa. L’attenzione si concentra ora sulle prossime mosse di politica estera e sulle possibili iniziative congiunte in aree di interesse comune, dal Mediterraneo all’Indo-Pacifico.

Sono ovviamente allineati politicamente, soprattutto su temi caldi come l’immigrazione o le battaglie contro quelle che entrambi i leader definiscono “le ideologie di genere”. La prima ministra italiana, è stata descritta dal presidente Repubblicano come una “leader fantastica”.

Nonostante le leggere differenze sui temi economici, Meloni e Trump sembrano trovare un terreno comune in una visione conservatrice della società e nel populismo.

Un’alleanza che, potrebbe avere un peso nel panorama politico internazionale, soprattutto in vista delle future scadenze elettorali, in entrambe le sponde dell’atlantico.

“L’obiettivo per l’Europa e gli Stati Uniti è rendere di nuovo grande l’Occidente. So che quando parlo principalmente dell’Occidente, non parlo di spazio geografico. Parlo di una civiltà e voglio rendere quella civiltà più forte “, lo disse Giorgia Meloni a Trump nello Studio Ovale della Casa Bianca.

Parafrasando lo slogan ‘Make America Great Again’ nello studio Ovale con Donald Trump, che le ha risposto affermativamente, guardandola con il suo sguardo intenso , mostrando forte interesse.

Simili anche nell’architettura

( nella foto in alto) Capitol Hill, il quartiere della politica sede della Camera dei Deputati e del Senato.
Già nel nome, Campidoglio, ci si rifà a Roma. Poi la Cupola, che fu costruita ispirandosi alla cupola michelangiolesca di San Pietro in Vaticano.

Dovete sapere che l’affresco della cupola, l’”Apoteosi di George Washington”, fu realizzato dal pittore romano Costantino Brumidi, che a Roma lavorò per i Torlonia e per papà Gregorio XVI in Vaticano.

Emigrato poi negli USA, divenne a poco a poco l’artista ufficiale del governo, tanto da essere chiamato il Michelangelo Americano.

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