Giorgia Meloni e Antonio Tajani

Lunedì sarà una data storica, non solo per il Medio Oriente, ma anche per l’Italia.

La nostra Premier, Giorgia Meloni, si recherà in Egitto per apporre la sua firma sull’Accordo di Pace tra Israeliani e Palestinesi

Un momento che possiamo definire “strabiliante”!

Chi avrebbe mai pensato che l’Italia, con un governo così “immobile” come molti sostenevano, potesse recitare un ruolo di primo piano su palcoscenici internazionali?

A questo punto, vorrei rivolgermi a quei parolai populisti — Conte, Landini e Schlein — che hanno fatto della polemica la loro bandiera.

Forse dovrebbero prendere lezioni di diplomazia da Tajani e Meloni, invece di perdere tempo a creare tumulto nelle piazze.

Non possiamo nemmeno immaginare quanti disagi abbiamo risparmiato ai cittadini grazie al lavoro “silenzioso” del nostro governo.

Chissà se nelle loro riunioni strategiche, i nostri oppositori abbiano mai considerato il fatto che l’arte della politica non si riduce a manifestazioni chiassose ma a serate di lavoro, caffè e incontri ben orchestrati.

Ma torniamo al “meraviglioso” mondo di Conte, Landini e Schlein.

Loro sì che sanno come far parlare di sé!

Organizzano assemblee rumorose dimenticandosi di quanto possa valere un accordo di pace.

Le piazze sono affollate?

Ottimo!

Ma i cittadini riconosceranno che un governo che lavora nella quiete – anzi, diciamolo pure, nel mistero – è molto più efficace di uno che urla e strepita.

Ah già, prima che ce ne dimenticassimo, lasciatemi esprimere un pensiero colmo di sarcasmo: complimenti vivissimi a Giorgia Meloni e Antonio Tajani.

Grazie per averci dimostrato che, mentre il resto del paese si preoccupava di questioni quotidiane, voi eravate impegnati in negoziati di grande rilevanza geopolitica.

Negoziati, peraltro, di cui nessuno era a conoscenza, avvolti nel più fitto mistero degno di un romanzo di spionaggio. Immagino che la segretezza fosse cruciale, non vorrete mica che i comuni mortali si intromettano in faccende tanto elevate.

Certo, magari un piccolo accenno, un sussurro, una velina ai giornali amici, tanto per far capire che state lavorando sodo per il bene del paese, non avrebbe guastato.

Ma capisco, la modestia è una virtù che vi contraddistingue.

E poi, diciamocelo, chi siamo noi per giudicare le vostre strategie?

Continuate pure a tessere le vostre trame nell’ombra, noi, nel frattempo, ci occuperemo di pagare le tasse e di credere alle vostre promesse.

Immagino che nei salotti buoni della politica internazionale, tutti stessero aspettando con ansia di vedere cosa avrebbero combinato i nostri rappresentanti.

E qui ci troviamo, a brindare a un successo diplomatico che, siamo onesti, nessuno avrebbe immaginato possibile sotto il regno dei “grandi” oppositori.

Forse è giunto il momento di dire basta all’opposizione sconclusionata e di abbracciare un futuro che sembra promettente.

Non lasciamoci più distrarre da chi grida e fa rumore, perché, come dimostra l’attuale scenario, il silenzio può essere d’oro.

Tornando all’Accordo di Pace: chissà quali segreti si celano dietro la penna della Premier.

Sarà davvero un atto di pace o ci sarà un pizzico di ironia?

Dopotutto, i politici non scrivono mai solo per il bene comune; c’è sempre un’intenzione nascosta, un messaggio subliminale.

Per esempio: “guardate, noi, governo italiano, siamo qui a comandare!”.

Potremmo persino azzardare che questo accordo sia un modo per smascherare l’opposizione.

Il popolo italiano avrà finalmente l’opportunità di vedere che non è vero che il governo sta dormendo; anzi, sta lavorando a una svolta storica, a scapito dei bravi dissidenti che, in fondo, non hanno nulla di costruttivo da offrire se non il loro chiacchiericcio.

In conclusione, possiamo solo sperare che dopo questo accordo, Conte, Landini e Schlein decidano di prendere una pausa giustificata dalle loro “appassionate” contestazioni, e nutrirsi di quiete e saggezza, magari ispirandosi alla nostra Premier e al nostro Ministro degli Esteri.

Magari si accorgeranno che il mondo della politica non è solo un palcoscenico per le loro performance, ma una danza delicata che richiede eleganza e rispetto.

Ed ora, con un sorriso ironico e un brindisi alle conquiste diplomatiche, attendiamo il lunedì!

Chissà cosa ci riserverà il futuro.

Di sicuro non possiamo permettere che la nostra opposizione continui a essere così sconclusionata mentre il nostro governo conquista palcoscenici di prestigio.

Un applauso, per favore, per il nostro Esecutivo!

Di Admin

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