SE IL MONDO NON E’ ARMONICO LO E’ L’universoLeibniz è il filosofo che sull’idea dell’essenziale individualità di una vita degna del nome di «personale» edifica una metafisica.C’è in questo un che di profondamente irriducibile, che ha costituito una delle categorie costanti del mio pensiero: la categoria di unicità.”E’ vero.Leibniz, con le sue monadi, in qualche modo concepisce una metafisica dell’unicità dell’individuo ma c’è qualcosa di disperato in quella metafisica.Le monadi di Leibniz “non hanno finestre”, nulla da cui potersi affacciare, nulla che possa permettere l’entrata della luce. La monadologia è in realtà la più struggente metafisica della solitudine.Le monadi sono di una tristezza incommensurabile, sembra che comunichino tra loro ma è solo apparenza, un infinito silenzio le separa, le monadi non possono comunicare.”In realtà ciascuna monade è un’anima”, ciascuna anima è una monade.Per colmare quel desolante silenzio quella mente eccelsa non ebbe paura di abbracciare il ridicolo. Solo la certezza che tutte le monadi avessero sogni simili nello stesso momento poteva salvare da quella terribile visione.
CHIAMO’ ARMONIA PRESTABILITA
la sua salvezza.una musica universle che poteva abbracciare e risolvere la solitudine della monade Una “peculiare metafisica” la definisce Bertrand Russell.Certamente peculiare, ma di fronte a quel mare di silenzio che circondava le monadi che Leibniz aveva visto con gli occhi della mente come poteva sopravvivere senza pensare che quello fosse il migliore dei mondi possibili?Solo con quella musica Leibniz potè sopravvivere nell’assordante silenzio delle monadi.
QUELLA CHE PITAGORA CHIAMAVA L’ARMONIA DELLE SFERE :La musica universale che ha ispirato artisti di tutto il mondo in ogni campo

Di Admin

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