
. LE RISPOSTE, INVECE, SONO RIMASTE NEL CASSETTO
Ah, l’ex Presidente del Consiglio, quella figura leggendaria che quando appare in TV sembra sempre pronto a un monologo di parole vuote e cerotti metaforici per mascherare le falle…
E così, come tanti italiani, ho avuto l’“onore” di assistere alla sua ultima performance da protagonista a Quarta Repubblica, ospite del dottor Porro.
Una serata che prometteva scintille ma è finita più simile a un fuoco fatuo: tanto fumo, zero arrosto.
Non so voi, ma io ancora sento la nausea al solo ricordo di quell’individuo che si dibatteva incalzato dalle domande, cercando disperatamente di evitare la verità con la grazia di un elefante in una cristalleria.

Un vero maestro dell’arte di scaricare colpe agli altri – al governo, agli avversari politici, alle istituzioni, persino agli uscieri (eh sì, pure lì!) – tranne che a se stesso.
Davvero un talento raro, quasi da premio Nobel della reticenza.
E come dimenticare la negazione delle mascherine come “farlocche”, quando sono state evidentemente distrutte all’inceneritore?
Un miracolo della memoria selettiva che neanche la scienza più avanzata riuscirebbe a spiegare. Nonostante ciò, il nostro eroe si è rifiutato di concedere il beneficio del dubbio e ha preferito mantenere la sua versione dei fatti. Perfetto per chiunque ami le soap opera.
Questa, cari italiani, era un’occasione d’oro: spiegare chiaramente la vicenda delle oltre 1 miliardo e 350 milioni di mascherine finite al centro di polemiche e inchieste, un vero scandalo epocale, forse il più grave degli ultimi decenni.
Invece?
Domande precise, risposte fumose e vaghe come nebbia padana a gennaio.
Quando si trattava di affrontare i punti più scottanti, il discorso evaporava come neve al sole. Tanta retorica, tante parole dallo stile “sono stato perseguitato”, ma nessun elemento concreto.
Gli italiani non sono mica fessi: sanno distinguere un confronto sincero da un’esibizione muscolare per evitare di cadere nel baratro della verità.
La verità, infatti, non si copre alzando la voce o accusando tutti tranne sé stessi.
La verità si affronta con risposte chiare, senza monologhi e spettacoli teatrali studiati a tavolino per cambiare argomento.
Gli italiani desiderano trasparenza e responsabilità, non il solito teatro di autodifesa politica.
Chi ha seguito la trasmissione, senza dubbio, ha capito una cosa fondamentale: quando c’era da puntare il dito contro qualcuno, l’ex Premier non si è tirato indietro; ma quando si è trattato di fornire risposte puntuali e precise… beh, quelle sono rimaste ben nascoste nel cassetto dei misteri irrisolti.
Gli italiani meritano molto di più.
Meritano la verità nuda e cruda, senza giri di parole, senza scaricabarile e senza processi mediatici fatti apposta per distrarre.
Perché chi ha governato il Paese ha il dovere morale e politico di rendere conto delle proprie decisioni, ogni singolo giorno, non solo quando comoda.
Il tempo delle giustificazioni sta finendo, prima o poi lascia inevitabilmente spazio a quello della verità.
E io mi permetto di suggerire a quest’uomo che, se ha ancora un briciolo di dignità, si dimetta dalla commissione Covid come ha fatto il deputato Galeazzo Bignami e che si sottoponga a interrogatorio pubblico.
Perché gli italiani vogliono sapere cosa è successo davvero nel più grande scandalo della storia recente della Repubblica.
Naturalmente, chi ha visto la trasmissione si sarà fatto una idea piuttosto chiara.
Ora attendiamo sviluppi e, mi raccomando, chiarimenti.
Soprattutto perché questo “signore” aspira ancora a candidarsi alla carica di premier.
Parola agli italiani, quindi: speriamo che Dio scansi il Paese da questa sciagura!
Intanto, possiamo solo prendere atto che l’avvocaticchio delle chiacchiere è tornato a casa col bottino pieno di accuse, ma il cassetto delle risposte? Quello è rimasto chiuso a chiave, forse dimenticato tra polvere e “cerotti”.
E mentre lui si esercita nel tiro al bersaglio contro chiunque abbia osato chiedergli conto, noi restiamo qui, in attesa di quel famoso chiarimento che, a quanto pare, non arriverà mai.
E così continuiamo il nostro viaggio nell’Italia delle promesse mancate, dei grandi proclami e delle risposte sparite, attratti da uno spettacolo triste e sarcastico che sembra non finire mai.
Ma, cari amici, non lasciamoci ingannare da chi parla tanto e dice poco: la verità, prima o poi, trova sempre la sua strada.
Magari non in TV, ma nei cuori e nelle coscienze degli italiani.
Per ora, buon ascolto e buona pazienza: ce ne vorrà tanta per digerire tutto questo.
Ma una cosa è certa: l’avvocaticchio delle chiacchiere riesce ancora a fare un gran rumore… peccato che le risposte sono rimaste nel cassetto!
