De Ficchy Giovanni

La ” Superclass”, era il termine con il quale veniva chiamato il Meeting internazionale di Davos in Svizzera, nelle edizioni passate.

Quest’anno parteciperanno 2.800, persone capi di stato, Finanzieri e banchieri.

Il WEF, interessava molto, soprattutto ai suoi detrattori, i complottisti di tutte le latitudini, agli ambientalisti, estremisti che credono che le teorie del complotto siano vere.

Vedevano nel fondatore del meeting, una sorta di anticristo, credendo ciecamente che l’élite tra le alpi svizzere abbia manovrato la pandemia da Covid-19 per attuare un “grande reset”.

Il clima quest’anno però è passato in secondo piano, a spodestarlo è stata la “Palestina Libera”

Il format radunava, tutti le più importanti multinazionali del pianeta, i più diversi governi, sia quelli democratici, sia quelli dittatoriali, quali la Cina ad esempio.

A mio avviso un simile format era semplicemente “autoreferenziale”, non in grado di incidere realmente nelle dinamiche dei popoli.

Vi era un grande distacco tra l’élite di Davos e il mondo reale. 

Le proteste dei coltivatori in Germania, e in Olanda prima, o in Iran, e tutte le rivolte avvenute in questo breve lasso di tempo.

Potrà la democrazia del mondo occidentale , sopravvivere all’abbraccio mortale portato da Russia e Cina, sostenuta da Iran, e da altre dittature alleate.

Oggi il messaggio del meeting è ridotto all’osso, accoglie il presidente dell’Ucraina, alla ricerca costante di fondi.

Il presidente di Israele, Isaac Herzog, ha appena una mezz’ora di tempo, per dibattere di una delle più pericolose e devastanti crisi medio orientali.

Sembra di assistere ad una seduta spiritica… un capitalismo che non riesce più a confrontarsi, poichè si nutre delle sue stesse aberrazioni, guerre e disastri vari.

La vera difficoltà sta proprio in questa incapacità di affrontare le questioni controverse. 

Mi sembra oramai giunto al capolinea, è un format ridotto all’osso quello che và in scena quest’anno….nell’ opulenta Svizzera.

Di Admin

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