Carissimi Fratelli e Sorelle in Cristo. Oggi la Chiesa sparsa sulla terra, glorifica il Mistero Trinitario, Padre, Figlio e Spirito Santo, un Dio in Tre Persone, Uguali e distinte. Essa, riassume il Mistero Pasquale, la morte e la resurrezione del Signore, la sua ascensione alla destra del Padre e l’effusione dello Spirito Santo nella Pentecoste. La liturgia odierna inizia lodando e adorando la SS.ma Trinità, che ci è stata manifestata in Gesù; «Sia benedetto Dio Padre e l’unigenito Figlio di Dio e lo Spirito Santo Paraclito, perché grande è il suo amore per noi». La Trinità non è soltanto un mistero dell’identità di Dio. È, in modo speciale, il mistero del suo amore misericordioso per il mondo intero e per ciascuno di noi, che siamo stati redenti dalla sua Passione e Morte sulla Croce. Io ti battezzo, dico quando spargo l’acqua per tre volte sulla nostra testa del bambino che riceve il primo sacramento dell’iniziazione cristiana, il Battesimo, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Quella creatura diventa figlia di Dio, ed gli viene cancellato il peccato dei nostri progenitori, Adamo ed Eva. E continua sant’Ilario: «Il Signore comandò di battezzare professando la fede nel Creatore, nell’unico Figlio e nello Spirito Santo, colui che effonde i suoi sette Doni. Uno solo è il Creatore di tutto, perché uno solo è Dio Padre, dal quale tutto procede; e uno solo l’unico Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, per il quale tutto è stato fatto; e uno solo lo Spirito, che è stato dato a tutti noi. Quindi, tutte le volte che facciamo il segno della croce, ricordiamo il nome di Dio nel quale siamo stati battezzati. La celebrazione eucaristica inizia e termina con il segno della croce. Succede la stessa cosa, prima di cominciare a pregare e alla fine. Ci sono anche persone che hanno l’abitudine di segnarsi quando entrano o escono di casa, e in molti altri momenti di preghiera. «Nel segno della croce e nel nome del Dio vivente è, perciò, contenuto l’annuncio che genera la fede e ispira la preghiera. La SS.ma Trinità ci ha fatti entrare in un’intimità divina come figli dello stesso Padre. L’acqua della fonte battesimale ci ha dato la capacità di incorporarci con le tre persone divine. Noi uomini siamo stati creati; per glorificare il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, come un unico Dio. Tutte le volte che ci facciamo il segno della croce, ricordiamo il nome di Dio nel quale siamo stati battezzati e redenti. La celebrazione eucaristica inizia e termina con il segno della croce. Succede la stessa cosa, prima di cominciare a pregare e quando terminiamo. Ci sono anche tante persone che hanno l’abitudine di segnarsi quando entrano o escono di casa, e in molti altri momenti di preghiera. Nel segno della croce e nel nome del Dio vivente è, contenuto il Mistero dell’annuncio che genera la nostra fede e ispira la preghiera. San Paolo in tutti i suoi scritti ci ricorda che, per mezzo di Cristo, camminiamo alla presenza di Dio, nell’amore di Dio che «è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5, 5). È questa è la speranza che non delude nessun uomo che vive in questa terra. Nella pienezza dei tempi, Dio ha voluto rivelarci la sua divina intimità per farci figli di Dio Padre, con la redenzione di Dio Figlio, in virtù della grazia dello Spirito Santo. Il suo immenso amore per noi uomini continua a realizzare l’opera della nostra salvezza e santificazione. Dio è amore, cita la 1 Lettera di Giovanni, ma, non nella singolarità di una sola Persona, ma nelle Tre parsone, che in definitiva è una sola natura. Non è un amore sentimentale, o emotivo, ma è l’amore del Padre che è all’origine di ogni vita, l’amore del Figlio Unigenito che muore sulla croce e risorge, l’amore dello Spirito Santo che rinnova l’uomo e il mondo, con tutto ciò che sussiste. Dio non è un essere solitario, che vive isolato e indifferente al destino dell’uomo; è una famiglia, una fonte inestinguibile di vita che continuamente si dona, per un bene superiore, la vita eterna. Nella conversazione dell’Ultima Cena, Gesù annuncia la sua Passione, Morte e Resurrezione, e promette l’invio dello Spirito Santo Paraclito: Egli sarà consolazione e forza per i discepoli. Il Signore lo chiama «Spirito di Verità» perché ci «guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da sé stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future» (Gv 16, 13). Lo Spirito Santo non aggiunge nulla di nuovo al Messia, perché Egli è, e sarà per l’eternità; «prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà nuovamente», dice Gesù (Gv 16, 14). Con le parole di san Gregorio Nazianzeno, L’Antico Testamento ha manifestato chiaramente il Padre, ma oscurando il Figlio. Il Nuovo Testamento ha rivelato in tutto il Figlio e lasciato trapelare la divinità dello Spirito Santo. Oggi lo Spirito di Dio vive in mezzo a noi e si fa conoscere in modo chiaro. Il Paraclito insegna fin d’ora a noi fedeli, nella misura in cui ciascuno è capace di comprendere le cose spirituali, e accende nel nostro cuore con un fuoco vivo ed ardente di Amore, che brucia e spazza via tutto ciò che non è di Dio, per essere in comunione intima con Lui, e tutto il Paradiso. Con l’azione che viene dallo Spirito Santo irradia una luce nuova sulla terra e in ogni cuore umano che lo accoglie; una luce che rivela gli angoli bui e nascosti nel nostro cuore, le durezze che ci impediscono di portare i frutti buoni della carità e della misericordia. Come quando si rompe un’ampolla di profumo il suo odore si spande ovunque e tuti lo avvertono, così, quando il Corpo di Cristo è morto sulla croce per donarci la vita eterna, il suo Spirito si è sparso nei cuori di tutti per farci nuovi, anche se rimaniamo sempre difettosi. Chiediamo a Maria, figlia, madre e sposa di Dio, che ci insegni a entrare in comunione con la SS.ma Trinità, per vivere e testimoniare l’amore che dà significato alla nostra vita.

Laudetur Iesu Cristo. Semper Laudetur

S. B. Salvatore Micalef – Patriarca

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