
La disgustosa satira che caratterizza il film documentario denigratorio dell’Impresa di D’Annunzio, diretto dal giovane croato Igor Bezinović.
Presenta rievocazioni e ricostruzioni dell’occupazione di Fiume da parte di Gabriele D’Annunzio.
È stato presentato in anteprima al 54° International Film Festival Rotterdam, dove ha vinto il premio Tiger.
Un documentario punk, satirico e grottesco, spesso ripetitivo nei concetti e autocompiaciuto, un polpettone ridicolo.
Ma deridere il fascismo , in particolare oggi, è diventato molto di moda, magari inventando o modificando verità storiche, come chiamare qualcuno fascista, prima che sia stato costituito il partito fascista appunto….
L’obiettivo dell’autore non è solo quello di ricordare e ricostruire l’assurda impresa fiumana e i mesi di occupazione, ma soprattutto rintracciare cosa resta nella memoria collettiva della sua città e dei suoi concittadini.
Ciò che fin da subito rende il progetto così scadente e lontano tra l’altro dalla verità storica, infausta quindi è la scelta di coinvolgere la gente del posto, prima solo per delle interviste in strada e in seguito arruolati come interpreti del film.
“Chi è Gabriele D’Annunzio?”, chiede Bevinović agli avventori del mercato di Rijeka.
Molti non lo conoscono, qualcuno lo definisce “un fascista italiano che ha occupato la nostra città”, altri “un poeta e seduttore, amante della Duse”.
Una donna che si definisce pioniera di Tito lo chiama “orribile fascista” e ricorda come ancora ce ne siano molti in giro, solo che al giorno d’oggi è molto più difficile riconoscerli.
Fiume o morte! mette in luce la considerazione antitetica dei due paesi nei confronti di D’Annunzio; in Italia è un patriota e grande poeta a cui sono stati dedicati due monumenti, mentre in Croazia viene ricordato come un pazzo amante della cocaina con i denti marci.
Scusatemi la poco elegante espressione, ma si tratta di una citazione che mi sento autorizzato, in questo caso, ad utilizzare:
“Fiume o morte!” è davvero una cagata pazzesca!

