Si sa ancora poco della morte di Alessandro Coatti in Colombia

I resti del biologo italiano sono stati trovati in varie parti della città di Santa Marta, per il resto si fanno solo ipotesi.

Un ricercatore italiano, Alessandro Coatti, di 42 anni Ë stato ucciso e fatto a pezzi in Colombia

«Il ragazzo sabato 5 aprile rientra all’hotel Marovi dopo una gita al parco di Tayrona, si cambia per la serata, abbigliamento casual e si dirige da solo verso il Parque de Los Novios.

Ora la polizia colombiana e i Ros stanno cercando di scoprire da altre immagini se là si è incontrato con qualcuno e dov’è andato».

Perché, chiaro, se c’è stato un contatto, un passaggio di consegne, un appoggio logistico, cambierebbe tutto lo scenario. Non stiamo parlando solo di un latitante in fuga, ma di una rete, una base operativa qui in Sud America.

I Ros stanno incrociando i dati dei voli, dei movimenti bancari sospetti, delle segnalazioni di persone che potrebbero averlo aiutato. È una caccia all’uomo complessa, perché questo è uno che sa muoversi, che conosce il territorio.

Ma non lo molleremo. Lo staneremo, foss’anche nell’ultimo angolo di questa giungla.»

Il Parque de Los Novios è una zona molto turistica.
«Sì ma anche piena di insidie: traffico di droga, prostituzione maschile e femminile. Noi, sul nostro sito e su Viaggiare Sicuri della Farnesina, raccomandiamo la massima prudenza agli italiani in vacanza: nelle discoteche, nei locali notturni, nei ristoranti, si può finire prede delle bande della scopolamina».

«La scopolamina, detta anche “il respiro del diavolo”, è una sostanza che annulla la volontà. Te la spruzzano addosso, te la mettono nel drink, e ti ritrovi in balìa di questi criminali.

Ti svuotano il bancomat, ti derubano, e nel peggiore dei casi ti violentano.

Quindi, occhi aperti.

Non accettate drink da sconosciuti, non lasciate incustoditi i vostri bicchieri e, soprattutto, non fidatevi di chi vi sembra troppo gentile o insistente.

E se vi sentite strani, se vi gira la testa, allontanatevi subito e chiedete aiuto.

Meglio un falso allarme che un’esperienza traumatica. Ricordate, la prudenza non è mai troppa, soprattutto in un posto bello ma pericoloso come il Parque de Los Novios, e in generale, in tutta Bogotà.»

Non abbassate mai la guardia. Sembra un paradosso, lo so, venire qui e sentirsi dire di non rilassarsi completamente. Ma è la verità. Godetevi la bellezza del lago, il verde degli alberi, magari noleggiate una barchetta. Però, tenete sempre un occhio aperto. Un gesto brusco, uno sguardo insistente, un individuo che vi mette a disagio… Fidatevi del vostro istinto e allontanatevi

. Non siate timidi nel chiedere aiuto, se ne avete bisogno. Ci sono poliziotti in borghese, guardie giurate, e tanti cittadini onesti pronti a dare una mano. Non pensate di essere al sicuro solo perché siete in un luogo turistico.

I malintenzionati sanno bene dove colpire. Quindi, ripeto, meglio un falso allarme. Meglio passare per paranoici che ritrovarsi in una situazione spiacevole. E questo vale per il Parque de Los Novios, certo, ma anche per La Candelaria, per Monserrate, per qualsiasi angolo di questa splendida ma complessa città. Bogotà è accogliente, vibrante, piena di vita. Ma è anche una città che richiede attenzione e rispetto. Non dimenticatelo mai.»

Di Admin

Lascia un commento

Scopri di più da Giornalesera.com

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere