
Elly Schlein si schiera contro la destra sovranista: un inno alla chiarezza… o forse no?
In tempi in cui il dibattito politico sembra una partita a scacchi fra colpi di genio e mosse impreviste, Elly Schlein emerge come la campionessa indiscussa di… confusione.
La leader del PD ha deciso di prendersi una missione ardua: combattere la destra sovranista con ciò che sembra un’arma micidiale, ma che in realtà si rivela spesso un boomerang comunicativo.
Parliamo infatti di risposte tanto lunghe da far rivalutare “Guerra e Pace”.
Il suo è un linguaggio così astratto da far rimpiangere le lezioni di filosofia del liceo, sorrisi studiati come se fosse la protagonista di uno spot di dentifricio, e messaggi che lasciano il pubblico più interdetto che convinto.
Ma partiamo dal principio.
La signora Schlein, armata di buona volontà e di una determinazione degna di miglior causa, si butta in televisione e nelle aule parlamentari con un solo obiettivo: difendere i valori progressisti e contrastare l’avanzata della destra sovranista.
Peccato che, nel farlo, sembri aver adottato la tattica del “parla tanto, ma dillo male”.
Le sue risposte si dilungano in digressioni filosofiche, citazioni incomprensibili, giri di parole che più che chiarire sembrano creare un’aura di mistero intorno al suo pensiero.
Insomma, un vero esercizio di comunicazione che lascia gli spettatori a chiedersi cosa abbia voluto dire veramente.
La prosopopea verbale raggiunge vette inimmaginabili quando Schlein tenta di condensare concetti complessi in slogan di battaglia.
Qui il linguaggio astratto non aiuta anzi l’astrattezza diventa una cortina fumogena dietro cui il messaggio si perde definitivamente. Il risultato?
Un pubblico disorientato pronto a cambiare canale o a rinunciare a seguire l’intervento fino alla fine.
Ma non è tutto; c’è anche il sorriso costruito quel meccanismo automatico che dovrebbe trasmettere sicurezza e vicinanza e che invece fa venire in mente la recita scolastica in cui il sorriso è più esasperato del testo recitato.
Questa combinazione letale d’elementi crea un’impressione inequivocabile: più Elly Schlein parla meno riesce a farsi comprendere
E nella comunicazione politica questo equivale a camminare su un filo sospeso senza rete d sicurezza Mentre la destra sovranista sfodera messaggi chiari semplici e spesso urlati con tutti i limiti del caso.
Certo la leader del PD sembra intrappolata in una gabbia d parole che non riescono mai a scendere sul terreno del concreto e dell’immediato
Non si tratta d una critica mossa da avversari politici ma d una semplice constatazione: quando si combatte contro la narrazione populista chiarezza è l’arma più potente
E invece Schlein sembra avere scelto la via opposta tra sofismi e voli pindarici riducendo l’efficacia della sua opposizione a un puzzle d frasi da decifrare .
In conclusione, la battaglia contro la destra sovranista rischia di rimanere una bella intenzione, ma senza mai prendere forma concreta sotto forma di messaggi incisivi e memorabili.
Perché alla fine, in politica come nello sport, conta il risultato – e a quanto pare, più parla, meno Schlein convince.
Una verità amara che forse meriterebbe un po’ meno sorrisi di circostanza e qualche parola in meno, ma più diretta e comprensibile.
Ma chissà, forse è proprio questo il nuovo corso del PD, sofisticato e criptico come mai prima d’ora.
