Diaz Canel

  Sanzioni contro Díaz-Canel e sospensione accordo UE-Cuba per la crisi umanitaria e repressione a Cuba

In un momento cruciale per i diritti umani e la democrazia nel continente americano, il Parlamento europeo ha espresso con fermezza la propria posizione nei confronti della situazione sempre più drammatica a Cuba.

Giovedì scorso, l’Assemblea ha adottato una risoluzione storica che condanna senza mezzi termini la repressione perpetrata dal regime guidato da Miguel Díaz-Canel e chiede misure concrete per proteggere la popolazione cubana.

La risoluzione è stata approvata con 283 voti favorevoli, 199 contrari e 85 astensioni, evidenziando un dibattito acceso ma deciso nel Parlamento.

Nel testo si sottolinea come Cuba stia vivendo una crisi umanitaria profonda, con l’89% delle famiglie costrette a convivere con povertà estrema.

Questo dato scioccante viene imputato direttamente al modello politico-economico vigente e ai ripetuti fallimenti del regime, responsabile di aver instaurato un sistema autoritario basato sulla repressione sistematica.

Uno dei punti più drammatici emersi nella risoluzione riguarda la detenzione politica: alla fine di maggio 2026, i prigionieri politici a Cuba erano ben 1.281, tra cui anche minorenni.

Il Parlamento europeo denuncia con forza l’uso della tortura, degli arresti arbitrari e dei maltrattamenti come strumenti principali per mantenere il controllo e soffocare ogni forma di dissenso.

La richiesta è chiara e urgente: liberazione immediata e incondizionata di tutti i prigionieri politici, fine delle violenze e riparazione alle vittime.

L’atto parlamentare apre inoltre una nuova fase nelle relazioni tra Unione europea e Cuba.

Viene infatti chiesto a Bruxelles di attivare le sanzioni previste dal regolamento globale sui diritti umani nei confronti di Díaz-Canel e dei vertici di GAESA, il potente conglomerato militare che domina gran parte dell’economia cubana.

Parallelamente, si invita l’Unione a sospendere l’accordo di dialogo politico e cooperazione finché non si registreranno progressi significativi verso una reale transizione democratica.

Questa decisione rappresenta un segnale inequivocabile dell’impegno europeo a sostenere un cambiamento autentico, promosso dagli stessi cittadini cubani sia all’interno dell’isola sia dalla diaspora, che da anni lotta per la libertà e la dignità. I deputati europei chiedono riforme profonde, sia sul piano economico sia politico, per aprire la strada a un futuro più giusto e prospero. In parallelo, si sollecita un ampliamento dei canali umanitari per facilitare l’ingresso diretto di alimenti, farmaci ed energia, cruciali per alleviare le sofferenze quotidiane della popolazione.

Non meno rilevante è la condanna esplicita del sostegno del regime cubano alla guerra in Ucraina, attraverso il reclutamento di cittadini cubani per combattere accanto alle forze russe e il rafforzamento della cooperazione militare con Russia e Bielorussia.

Questa posizione rafforza ulteriormente l’isolamento internazionale di un governo che si dimostra sempre più lontano dagli ideali di pace e solidarietà.

In conclusione, la risoluzione del Parlamento europeo rappresenta un momento storico, un appello energico al rispetto dei diritti umani e alla democratizzazione di Cuba.

È un invito alla comunità internazionale a non restare indifferente di fronte a una crisi che coinvolge milioni di persone e che richiede un’azione decisa e coordinata per restituire dignità, libertà e speranza a tutto un popolo.

Il futuro di Cuba è nelle mani dei suoi cittadini, ma con il sostegno convinto della comunità globale e dell’Unione europea, il cammino verso la giustizia e la libertà può diventare una realtà concreta.

Questa risoluzione segna una nuova pagina nella storia delle relazioni internazionali con l’isola caraibica, un impegno per un domani migliore, fondato sui valori universali della democrazia, della pace e dei diritti umani.

Di Admin

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