Migrants cross from Morocco into the Spanish enclave of Ceuta, Thursday, July 30, 2026. (AP Photo/Antonio Sempere)

Più che patetico, il post di Pedro Sánchez è un capolavoro di ipocrisia e dimenticanza selettiva.

Parla uno che per anni ha accusato i paesi “sovranisti” di fascismo e xenofobia, ma che oggi, dopo l’invasione (passatemi il termine) di Ceuta e Melilla da parte dei migranti, e soprattutto dopo il diniego razzista – quello sì vero – che portò Salvini a processo, si permette di rinfacciare all’Italia di aver fatto entrare il doppio dei migranti rispetto alla sua amata “cloaca antisemita” nazionale.

Ah, la coerenza politica spagnola: un’autentica sinfonia di contraddizioni.

È l’ennesima dimostrazione della limitatezza cognitiva della sinistra europea, quella stessa sinistra che si veste da paladina dell’accoglienza ma dietro le quinte profuma di puzza sotto al naso e xenofobia mascherata da buonismo d’élite.

Questi signori conosciuti da vicino fanno davvero paura, ma non per il loro coraggio o le loro idee: fanno paura perché svelano tutta la loro malafede e incapacità di guardare in faccia la realtà.

Prendiamo il suo intervento, così brillante e limpido: “La solidarietà e l’empatia sono opzionali. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no.” Come dire: “Non importa se ti stringi il cuore sapendo che migliaia di persone soffrono, basta che rispetti numeri e regolamenti.”

Un motto che potrebbe campeggiare nelle stanze delle burocrazie UE, tra una fotocopiatrice e l’altra, mentre fuori milioni di persone cercano disperatamente un futuro migliore.

Una missione europea non lavora con un unico contatore.

Incrocia informazioni navali, osservazioni aeree e satellitari, segnalazioni delle autorità nazionali, attività di altre operazioni europee e dati provenienti da attori diversi.

E i dati di Frontex?

Eccoli, serviti su un piatto d’argento: Attraverso l’Italia: 478.600 ingressi tra il 2021 e il 2026 (pronostico).

Attraverso i Balcani occidentali: 340.600.

Attraverso la Grecia: 259.800.

Attraverso la Spagna: 234.760.

Numeri che dovrebbero far riflettere, certo, ma invece vengono usati come clava per accusare proprio quei paesi che stanno reggendo il peso più grosso dell’emergenza migratoria.

E qui arriva la ciliegina sulla torta: “Non è tempo di dividere, è tempo di continuare a costruire un’UE forte e unita.” Sì, perché niente unisce meglio di accuse ipocrite e statistiche taroccate, no?

E intanto Schlein e il suo campo largo applaudono, con quel sorriso da “noi stiamo con Sanchez”, come se fosse una medaglia al merito.

Chi si somiglia si piglia, d’accordo.

Ma in questo caso, la scelta di pigliarsi un personaggio come Pedro è più che discutibile.

Non c’è davvero nulla di cui andare fieri, anzi: è solo un’altra puntata dello show tragicomico della sinistra europea, quella che parla tanto di umanità ma poi fa i conti con la realtà a colpi di slogan e propaganda.

Insomma, tra un post patetico e una dichiarazione retorica, la sinistra dimostra ancora una volta ciò che sa fare meglio: perdere credibilità a ritmo incessante.

Ma non preoccupatevi, c’è sempre spazio per qualche altra figuraccia ben confezionata, pronta a essere servita su Instagram con un filtrino verde speranza.

E noi?

Noi osserviamo, sorridiamo e aspettiamo il prossimo capitolo di questa soap opera.

Nel frattempo, buon viaggio nell’universo parallelo dove la solidarietà è facoltativa, i dati sono sacri, e l’ipocrisia regna sovrana.

Di Admin

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