Al monumento in memoria dei Caduti alla Bastia del Castello di Pordenone l’aquila è “volata via”, staccata e rubata con il favore del buio.

Negli ultimi giorni, un gesto ignobile ha colpito profondamente la comunità di Pordenone e non solo: il monumento alpino situato nella Bastia del Castello è stato oggetto di un atto vandalico che ha suscitato indignazione e tristezza.
L’aquila, simbolo di coraggio, libertà e orgoglio degli alpini, è stata asportata da ignoti, un fatto che rappresenta non solo un danno materiale ma una ferita nell’anima di chi custodisce la memoria storica e i valori di questa prestigiosa associazione.
In questo contesto, il Presidente dell’Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia (ANSI), Gaetano Ruocco, ha voluto esprimere con forza la sua solidarietà all’Associazione Nazionale Alpini e condannare fermamente l’atto vandalico.
L’Importanza del Monumento Alpino e della MEMORIA EMOZIONALE
Il monumento alpino di Pordenone non è solo una struttura architettonica o artistica: rappresenta un luogo sacro di memoria emozionale per tutti gli alpini e per quanti riconoscono nei valori di sacrificio, dedizione e amore per la patria un esempio di vita. Ogni pietra, ogni simbolo scolpito narra storie di uomini che hanno dato tanto, spesso la loro stessa vita, per difendere ideali comuni.
La rimozione dell’aquila, quindi, è molto più di un semplice atto vandalico: è un gesto che ferisce il cuore della collettività e rischia di offuscare il rispetto che merita chi ha servito con onore e lealtà.

La memoria emozionale legata a questi luoghi aiuta a mantenere vivi i valori che sono alla base della nostra identità nazionale e personale.
La Condanna dell’ANSI e il Messaggio del Presidente Gaetano Ruocco
Gaetano Ruocco, nel suo messaggio di solidarietà, ha espresso senza mezzi termini la condanna dell’ANSI verso questo gesto incivile. “Esprimo solidarietà ai colleghi alpini – ha dichiarato – e condanno con fermezza l’atto vandalico compiuto contro il monumento situato nella Bastia del Castello”.
Le parole del Presidente riflettono non solo il disappunto ma anche l’impegno dell’associazione a sostenere chi è stato colpito da questo episodio.
La richiesta di individuare presto i responsabili e la simpatica ma significativa proposta di “ramazza in mano, a tenere pulita l’area della Bastia” sottolineano il desiderio di giustizia e cura del patrimonio comune, elemento imprescindibile per mantenere vive le radici culturali e storiche.
L’Unione delle Associazioni per la Difesa della Memoria e dei Simboli Alpini
Questo episodio dimostra quanto sia importante il lavoro congiunto delle associazioni come ANSI e ANA (Associazione Nazionale Alpini) nel tutelare la memoria storica e i simboli che rappresentano l’identità di una comunità.
Il vandalismo non è solo un problema locale o materiale, ma un attacco ai valori condivisi che le associazioni si impegnano quotidianamente a preservare attraverso iniziative culturali, commemorazioni e attività sociali.
Solo con una forte unità e un senso di responsabilità collettiva si può fronteggiare questa minaccia e proteggere quei simboli, come il monumento alpino, che custodiscono la memoria emozionale di tante generazioni.
Conclusioni: La Speranza di un Futuro di Rispetto e Memoria

La vicenda del monumento alpino di Pordenone è un monito per tutti noi: rispettare e valorizzare i simboli storici non è solo un dovere civico, ma un modo per onorare chi ha costruito con sacrificio le fondamenta della nostra società.
L’atto vandalico deve diventare uno stimolo a rafforzare la cultura del rispetto, della solidarietà e della memoria emozionale.
Le parole del Presidente ANSI Gaetano Ruocco ci ricordano che il senso di appartenenza e la tutela del patrimonio storico e umano sono essenziali per mantenere viva l’eredità degli alpini e di tutti coloro che, con passione e dedizione, hanno contribuito a scrivere pagine importanti della nostra storia nazionale.
Con fiducia, ci auguriamo che i responsabili vengano presto individuati e che episodi simili non si ripetano più, perché solo così potremo garantire un futuro ricco di rispetto e orgoglio per la nostra memoria collettiva.
