
Cosa può accadere quando una bambina timida e povera decide di sfidare il proprio destino? Nasce da questa domanda “Con poche monete, mille sogni: Radici e Ali: un viaggio di Sacrificio e Amore”, l’autobiografia di Paula Mercedes Jimenez scritta dalla cantautrice e poetessa Gisela Josefina López. Quest’ultima si è espressa così: “quando ho conosciuto Paulina siamo entrate subito in perfetta sintonìa. Lei è una donna veramente speciale, con un’anima dotata di grandissima sensibilità, che si percepisce a pelle. Ho scritto questa biografia con immenso rispetto per ogni sua singola parola, Il suo racconto di vita è un viaggio pieno d’amore, di fede e di sopravvivenza, caratterizzato da una straordinaria apertura verso la vita. Personalmente penso che questa autobiografia possa aiutare moltissime persone: è una carezza al cuore, capace di spingere chiunque a intraprendere il proprio percorso, qualunque esso sia, con coraggio e allegria”.
Paulina ha compiuto un viaggio straordinario, attraverso 6 continenti e 44 paesi, dalle vette dell’Himalaya, fino alle corsie dell’ospedale Bambin Gesù. Nell’Ospedale, Paula Mercedes Jimenez si è trasformata nella “Dottoressa Allegria”. Da parte mia è stato un immenso piacere conoscere la protagonista e l’autrice di questa luminosa testimonianza d’amore.
Paula, il libro si apre con le tue radici in Ecuador: un’infanzia umile, segnata dalla timidezza. Qual è stata la scintilla e la forza dentro di te, per riuscire nell’intento di sfidare un destino che sembrava già scritto?
La svolta è arrivata da un dolore immenso: sono rimasta orfana insieme ai miei fratelli e alle mie sorelle a soli 6 anni. In quel momento così drammatico, ho capito che dovevo essere forte e lottare per realizzare i miei sogni. A guidarmi è stato il desiderio profondo di conoscere altri Paesi, esplorare nuove culture e aiutare la mia famiglia. In tutto questo la fede mi ha sostenuto tantissimo, dandomi una forza incredibile.
Così sono riuscita a percorrere sei continenti e 44 paesi, fino all’Himalaya.
Il titolo del libro dice che lo hai fatto “con poche monete”. Come si riesce a girare il mondo con mezzi così limitati e quanta fede serve?
Quando sono arrivata in Italia, avevo solo 18 anni e appena 50 dollari in tasca. Raccontando la mia storia vorrei dimostrare che se si cammina con speranza e onestà, lavorando sodo e sapendo amministrare il denaro, si possono fare grandi cose. È come se i soldi si moltiplicassero! L’umiltà poi, è una porta magica: mi ha permesso di incontrare persone straordinarie con cui si crea una fiducia reciproca. Nessuno si salva da solo: solo aiutandosi reciprocamente, si può riuscire a far emergere la parte migliore che sta all’interno delle persone.
Dai sentieri del mondo, alle corsie d’ospedale: al “Bambin Gesù” sei diventata la “Dottoressa Allegria”. Com’è possibile portare il sorriso, dove c’è tanta sofferenza nei bambini?
Il desiderio di fare clown terapia è nato al ritorno da un viaggio in Sud America. Mi sentivo così amata, provavo un amore infinito dentro di me che sentivo il bisogno di donarlo ai bambini malati, ai più fragili, che io chiamo “i miei angioletti”. Quando si possiede dentro questa empatia, la giusta sensibilità e tanto amore, trovi la forza interiormente per regalare un sorriso e un momento diverso sia ai bimbi che ai genitori, che soffrono nel vedere i loro piccoli malati. All’inizio non è stato facile, piangevo tantissimo dopo ogni intervento, ma ho capito che dovevo essere forte per trasmettere allegria. Il messaggio centrale che intendo trasmettere è che la felicità non è una meta per pochi, ma una scelta quotidiana che tutti possono percorrere.
Cosa diresti a chi oggi ha difficoltà a trovare il giusto cammino e la vera serenità?
Consiglierei di non arrendersi mai. Non bisogna soffermarsi a guardare quello che ci manca, ma piuttosto quello che ci appartiene, per godere delle cose belle della vita. C’è sempre qualcuno che sta peggio di noi. E’ necessario avere sempre degli obiettivi e sogni da realizzare e credere sempre in noi stessi, per trovare la pace interiore. Quando si conosce la sofferenza altrui, sei più disposto ad aiutare per ascoltare il loro sfogo, è necessario aiutare senza giudicare e gioire sinceramente dei loro successi. Bisogna amare e lasciarsi amare, perché l’amore è universale e cura le ferite interiori. Abbracciare e lasciarsi abbracciare è terapeutico e la fede ci aiuta a mantenerci vivi in tutti i sensi.
Paula, un’ultima domanda: che effetto ti fa a raccontare la tua vita trasmessa su un periodico, attraverso gli occhi sensibili di una poetessa?
Sinceramente, scrivere la mia autobiografia è stato come fare un percorso di auto-psicanalisi, mi ha aiutato tanto. È stato un impatto forte ed emozionante perché ho percorso tutto il mio passato, ho pianto e mi sono emozionata, nel rivivere ogni momento. Mi commuovo al pensiero che grazie a Gisela Josefina López, sono riuscita a plasmare una parte della mia vita in un libro ed è stata lei la chiave per aprire questa mia porta interiore. Collaborare a questo progetto è stato un vero senso d’amicizia. Gisela mi ha dimostrato che anche nell’ambito artistico, esistono persone sincere, umane, leali e generose. Sono felice di aver conosciuto un’artista così straordinaria come lei e spero tanto che la mia storia possa essere un messaggio prezioso per tutti coloro che lo leggono.
Il libro “Con poche monete, mille sogni: Radici e Ali: un viaggio di Sacrificio e Amore” è disponibile in formato copertina flessibile e la copia può essere acquistata direttamente su Amazon.
Rino R. Sortino
