Ieri sera stavo amabilmente conversando in chat con dei conoscenti che spesso si ritrovano a parlare del mondo che ci circonda, quando il “deus ex machina “della succitata chat ,il salotto di Bia , mi informava che non si poteva parlare del preoccupante fenomeno riguardante i nostri giovani ,pena il blocco della diretta.
Commentavo che mi sembra assurdo, che dopo che questi mezzi sono stati usati come furono usate la radio private nelle rivolte giovanili del ’70 e dalle BR , non si possa ragionare tra liberi cittadini.
A supporto ma la questione rimane irrisolta ,di questa tesi un francescano che io definisco padre tac vista la sua figura imponente, mi avesse gratificato del suo assenso di massima, la questione rimase irrisolta.
Gia, chi manovra l’odio che serpeggia imponente tra i nostri giovani , chi crede di poter gestire l’odio, la violenza ,il pericoloso voler far dl male per sentirsi liberi e forti.
E’ facile pensare ai partiti d’opposizione all’attuale Governo , ma credo che tutti, i giovani e le opposizioni , siano posseduti da la necessità di odiare , come le guerre che ci circondano dimostrano, c’è bisogno del grande mentitore, il demonio primigenio, quello che subdolamente ti invita ad un banchetto di menzogne a cui piace credere.
L’opposizione si veste da campione di una lotta impari tra il bene e il male, diventa paladino del caos e dell’illegalità ,diventando trainante per portare i nostri giovani ad odiare .o ci sono potenze occulte e pronte a servirsi di questi giovani per i loro scopi .
L’odio è l’arma piu forte di chi vuole distruggere, innescando un meccanismo irreversibile che porta senza fine verso il circolo vizioso della vendetta e della guerra stessa.
Per fermare questo pericoloso e scosceso clivio, necessita rieducare all’amore, al concetto di stato e di patria i nostri giovani che non sanno più distinguere e si battono per una libertà che in effetti è solo l’odio che sparge il grande mentitore.
Ripartiamo dalle famiglie, dalle scuole e dal concetti di stato e arriveremo al bandolo della matassa, senza essere strumenti dei poteri esterni militari e religiosi.
