De Ficchy Giovanni

La Cina spera di concentrare la produzione mondiale ad alta tecnologia all’interno dei suoi confini e di dominare le catene di approvvigionamento tecnologico mondiali. 

La Cina ha recentemente ampliato la portata della sua legge sui segreti di Stato, suscitando preoccupazioni tra le aziende straniere riguardo ai rischi di fare affari nel paese

 L’aggiornamento legislativo riflette la visione di Xi di una “sicurezza nazionale olistica”, volta a proteggere il paese da minacce interne ed esterne e a consolidare il primato del leader e del Partito Comunista.

Come ben noto il Partito Comunista Cinese ha il monopolio del potere politico in Cina e, come tale, non è rappresentativo del popolo cinese. 

Un centro di ricerca americano specializzato nell’analisi delle “minacce alla sicurezza nazionale derivanti dalle partnership delle società tecnologiche di Pechino con l’esercito cinese”

In un recente rapporto, China Tech Threat appunto, attira l’attenzione sulle minacce provenienti dalle tecnologie dell’informazione (IT) prodotte da entità possedute e affiliate al governo della Repubblica popolare cinese.

Il direttore dell’FBI Christopher Wray ha affermato che la Cina rappresenta “la più grande minaccia a lungo termine per la nostra sicurezza economica e nazionale”. 

Mentre molti paesi sono coinvolti in attività informatiche dannose, la RPC – sotto la direzione del PCC – è il peggior perpetratore di attività informatiche illegali o altrimenti maligne che prendono di mira gli Stati Uniti.

 Ad esempio, la legge cinese sull’intelligence nazionale del 2017  impone  la condivisione delle informazioni tra aziende “private” e agenzie di intelligence, anche per le aziende cinesi che operano in altri paesi. 

Per il PCC  è il primato della sicurezza sulla crescita economica.

Pertanto, ogni azienda con sede in Cina – soprattutto quelle fortemente legate all’esercito cinese e allo Stato cinese – dovrebbe essere considerata un potenziale braccio di Pechino.   

Molte tecnologie emergenti vengono sviluppate in condizioni non etiche, ad esempio lo sviluppo di tecnologie di riconoscimento facciale costringendo la partecipazione dei musulmani uiguri.

 Le pratiche illegali includono prezzi predatori, dumping e mancanza di divulgazione finanziaria, normativa o di altro tipo secondo le leggi pertinenti.

 Una questione correlata è lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, del riconoscimento facciale e di altre tecnologie in situazioni non etiche che vengono successivamente integrate in prodotti e servizi consumati dai cittadini del mondo libero.

 

 

Di Admin

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