
Sono stati 20 minuti di terrore nelle vie attorno alla Stazione Centrale di Milano.
Resta il bilancio di sei persone ferite, cinque delle quali accoltellate: tre uomini per essere intervenuti in difesa di una delle vittime.
L’uomo, la cui identificazione è ancora in corso presso gli uffici di via Fatebenefratelli, è stato bloccato dai poliziotti della sezione Nibbio dell’Ufficio Prevenzione Generale dove, dopo aver commesso quattro rapine, ne stava tentando una quinta ai danni di una donna italiana di 44 anni.
Totale sei persone accoltellate alla stazione centrale, una terra di nessuno, dove bivaccano, disperati di tutte le nazionalità.
Mi sembra di essere tornato ai tempi, in cui Milano era una ” Milano Calibro 9″, con Tomas Milian, che imperversava con la ” Banda del Gobbo” sul grande schermo.

Capita così di leggere sui giornali articoli di firme eccellenti che paragonano la città capitale dell’economia italiana, alle Favelas del Sud America.
Parla di ” grande favela” anche Silvia Nardone , eurodeputata e commissario cittadino della Lega;
“La sicurezza – scrive – è stata azzerata e si rischia di morire semplicemente camminando sul marciapiede.
Da tempo denunciamo una situazione invivibile intorno alla Stazione Centrale, con criminalità e degrado a ogni angolo.
La sinistra in questi anni si è persino opposta ai blitz delle forze dell’ordine.
Ringraziamo il sindaco Sala per aver reso Milano un inferno, sottovalutando un’emergenza che si è aggravata negli anni”.
Il sindaco Sala, e la sua giunta non hanno dato seguito ad una delibera del consiglio comunale, che aveva approvato una proposta del consigliere di opposizione Andrea Muscaretti , che prevedeva l’installazione proprio nella stazione, e locali attigui di 100 telecamere di videosorveglianza, che avrebbero consentito un immediato intervento della polizia locale e delle Forze dell’ordine.
La demagogia e la retorica hanno soppiantato la realtà, la propaganda adorna il quadro generale trasformandola in una meta-realtà, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, totale fallimento delle politiche del PD, in materia di ordine pubblico, di accoglienza turistica, di sicurezza in generale.
