De Ficchy Giovanni

“Schiavitù“.

la Regione finisce  addirittura davanti al Tribunale dell’Aia (Corte penale internazionale) con ipotesi di reati gravissimi quali “tratta di esseri umani, schiavitù, persecuzione e altri atti disumani, crimini contro l’umanità tipizzati dallo Statuto di Roma all’articolo 7”.

È l’accusa che alcuni europarlamentari mandano alla regione Calabria.

Da Bruxelles arriva la denuncia alla giunta calabrese per sottoscritto alcune settimane fa un accordo con Cuba, che sancisce l’assunzione di 497 medici, a fronte di un corrispettivo mensile di 4.700 euro.

Nell’accordo quadro pubblicato dalla regione si prevede che, dei 4.700 euro pattuiti, solo 1.200 euro siano destinati ai dottori. 

La parte restante finirà alla Comercializadora de Servicios Médicos Cubanos S.A., una società che opera per conto del governo dell’Avana. 

Non proprio un compenso equo per un professionista della sanità, ancor di più a fronte di più a fronte di un incarico intercontinentale.

Da qui l’urlo allo scandalo, alla schiavitù  e ipotesi di altri reati “tratta di esseri umani,  persecuzione e altri atti disumani, crimini contro l’umanità tipizzati dallo Statuto di Roma all’articolo 7”.

Si ipotizzano reati anche in Italia

All’interno dei servizi offerti dagli enti pubblici e privati agli operatori di mercato, si possono trovare l’intermediazione e l’interposizione di manodopera.

Sovente in questo genere di rapporti trilaterali si possa annidare il rischio di operazioni illecite e volutamente elusive nei confronti dei regimi di tutela del diritto del lavoro.

L’intermediazione illecita di manodopera e il relativo sfruttamento del lavoro (ovvero il caporalato) configurano un reato in forza dell’articolo 603-bis del Codice penale e vengono sanzionati con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato (reclusione da cinque a otto anni e multa da 1.000 a 2.000 euro se il fatto è commesso con violenza o minaccia).

Di Admin

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