Giovanni De Ficchy

Da quando il mortadellone gigante è approdato sulle rive del fiume Hudson in occasione del New York City Wine & Food Festival (Nycwff), il più grande evento enogastronomico della Grande Mela, la richiesta dell’insaccato italiano ha preso a volare.

Lunga quasi due metri, con un diametro di 46 cm, pesa 300 kg (nella foto) ed è stata servita agli oltre 50mila visitatori che hanno animato l’appuntamento.

Si sà i statunitensi amano molto questo genere di apparizioni diciamo teatrali, con grandi e generose porzioni, e soprattutto la mortadella ha incontrato subito il palato degli americani.

Così la mortadella sta guadagnando sempre più consensi negli Stati Uniti, diventando un prodotto molto ricercato sia dai consumatori comuni che dagli amanti del buon cibo oltre oceano.

In passato la mortadella è stata coinvolta in dispute con la Food & Drug Administration, ma è riuscita comunque grazie alla determinazione degli operatori del settore, a ritagliarsi uno spazio sempre più significativo nella cucina americana. 

Nel 2001 nasce il Consorzio Mortadella Bologna che riunisce i maggiori produttori di questo salume e si pone quali principali scopi statutari: la “tutela”, la “promozione” e la “valorizzazione” della Mortadella Bologna.

Più denominazione d’origine di così… Rosa, profumata, dal gusto equilibrato e pieno.

Buona da sola, tagliata grossa e fatta a tocchetti, irresistibile tagliata sottile, stracciata, dentro alla spianata, alla pizza bianca o a una rosetta croccante. 

Gli americani sono così abituati a chiamare la mortadella ” Bologna”.

Data la sua incredibile versatilità, la mortadella ha conquistato anche luoghi insoliti come il ristorante giapponese Katana Kitten, dove è divenuta parte integrante di preparazioni originali come lo izakaya, sandwich con panko, mostarda e pane al latte che attualmente è uno dei piatti più richiesti.

Per garantirne la massima sicurezza, i salumi, ancora prima di raggiungere gli Stati Uniti, sono sottoposti a un trattamento HPP (High Pressure Processing) che rende i prodotti microbiologicamente più stabili, conservabili e sicuri, grazie a un processo di abbattimento per mezzo di pressioni idrostatiche di molte volte superiori a quella atmosferica.

I salumi raggiungono gli Stati Uniti via mare, in appositi container a temperatura controllata, per poi essere affettati e confezionati in “camere bianche” .

Anche il prestigioso quotidiano New York Times ha dedicato un approfondimento al fenomeno “mortadella italiana”, visto che il trend di vendite negli Usa è in tendenziale e vertiginoso aumento.

Il successo di questo salume si estende anche sulla West Coast, dove lo chef Evan Funke, dopo aver trascorso del tempo a Bologna, ha aperto il ristorante Felix a Los Angeles e ha deciso di includere la mortadella nel proprio menu, portando con sé l’amore per questo prodotto.

A Chicago, dove la mortadella è uno degli alimenti preferiti di Tony Fiasche, un macellaio di quinta generazione che ha raccontato al New York Times di averla consumata per anni come merenda nella giornata di domenica quando era ancora un ragazzo.

Quindi , la mortadella si candida a diventare un simbolo della cucina italiana negli Stati Uniti.

Di Admin

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