De Ficchy Giovanni

Scrive Bertrand Heyraud, massone, interessato al cristianesimo, parlando del mondo ortodosso:
“L’unità di queste chiese è simboleggiata dal patriarca di Costantinopoli (Istanbul) la cui parola e le decisioni sono preponderanti perché è considerato e rispettato come Primus inter pares (primo fra tra uguali) ed è qui che troviamo una sorpresa notevole.
Era il 5 Giugno del 1964, a Gerusalemme si incontrano Atenagora, patriarca di Costantinopoli, un uomo di statura elevata con una gran bella e fluente barba, e il gracile, vescovo di Roma , Paolo VI, l’abbraccio storico, e anche se naturalmente tutte le divergenze e differenze non erano cancellate, “resta il fatto che il più alto esponente dell’autorità dell’ortodossia, il patriarca di Costantinopoli, si era riconciliato con il vescovo di Roma”.
Fin qui tutto sembrerebbe normale, ed invece c’è la sorpresa !,
Atenagora, non soltanto aveva ricevuto l’iniziazione massonica, ma in più ancora era stato insignito del 33° grado del rito massonico Antico Scozzese e Accettato… come, d’altronde, il suo predecessore Meletios Metaxakis.
Per molto tempo questa realtà non venne gridata sui tetti e rimase, se non nascosta, almeno discreta, ma la visita alla sede della grande Loggia della Grecia solleva tutti i dubbi, perché fianco a fianco, possiamo scoprire le foto di Meletios e Atenagora.
Commenta Heyraud:
Quindi se questi due personaggi hanno giudicato, al contrario della posizione del cardinale Ratzinger, che la Massoneria era conciliabile con la dottrina della Chiesa, al punto da farne parte e ricevere l’iniziazione, questo dovrebbe rispondere a certe domande, che a volte possono preoccupare alcuni dei nostri fratelli cristiani.
Questo esempio non può che dare un esempio di tolleranza, di comprensione e di misericordia così care a papa Francesco.
Quei massoni a cui piace Papa Francesco
Gioele Magaldi, 48, gran maestro massone, afferma che Angelo Roncalli, poi giovanni XXIII, divenne affiliato a una Loggia Massonica quando era a Istanbul come delegato apostolico (1935-1944).
Era massone pure l’arcivescovo anglicano di Canterbury , Arthur Ramsey.
Nel 1966 ebbe in dono, da suo confratello di loggia, Paolo VI , l’anello piscatorio, simbolo dell’autorità papale:

«… Ciò che noi dobbiamo cercare e attendere… è un Papa secondo i nostri bisogni. Alessandro VI con tutti i suoi crimini privati non ci conviene poiché non ha mai errato in materia religiosa.
Invece Clemente XIV sarebbe tutto nostro dalla testa ai piedi»
(Da un’istruzione permanente dell’Alta Vendita carbonara, 1a metà sec. XIX)
Un Papa secondo i loro bisogni…
Nel 1861 Jacques Crétinau-Joly pubblica “L’Eglise en face de la révolution”. Lo studioso francese riporta l’Istruzione permanente dell’Alta Vendita, il gruppo dirigente della Carboneria, che secondo studiosi massoni era de facto il braccio armato della Massoneria, essendo i vertici della Obbedienza riservati a coloro che erano già massoni, specialmente di alti gradi
In quell’istruzione sequestrata con altre carte dalla polizia pontificia, i capi carbonari (e massoni) auspicano in futuro un Papa secondo i loro bisogni
(«Ce que nous devons demander, ce que nous devons chercher et attendre, comme les Juifs attendent le Messie, c’est un Pape selon nos besoins…»); non un Papa che faccia parte della loro “fratellanza”, ma un Papa che assecondi la loro mentalità.
L’istruzione auspica un Papa come Ganganelli (Clemente XIV, quello che soppresse i Gesuiti) il quale – dice l’Istruzione – si consegnò mani e piedi ai ministri dei Borboni (poiché li temeva) e agli increduli (che lodavano la sua “tolleranza”).
L’ignoto capo dell’Alta Vendita dice che per avere un Papa così occorre un lavorio che potrà durare anni, decenni, forse anche un secolo…
L’istruzione è dei primi decenni del 1800 ed è resa nota nel 1861, quando non ci sono ancora né tradizionalisti lefebvriani e nemmeno sedevacantisti.
È l’epoca di Pio IX.

Al giornalista Andrea Scanzi del giornale “Il fatto quotidiano”, nel 2014 Michela Scolari (unica depositaria delle memorie del massone Licio Gelli), dichiara che 6-7 anni prima, Papa Francesco (allora Card. Bergoglio) visitò Licio Gelli a Villa Wanda di Arezzo.
Gelli, capo della famosa loggia P2, massone con ottimi agganci con la massoneria e la classe politica argentina negli anni ’70-’80. Alla Scolari, Gelli ha rivelato di conoscere Bergoglio dal 1973, quando Gelli era Ministro Plenipotenziario argentino e grande amico di Peron.
Gran Loggia del Rito Simbolico Italiano (composta da Maestri Massoni del Grande Oriente d’Italia), sul quale sito web si legge una discorso del 13 marzo 2014, del massone «M:.A:. Domenico P.» il quale elogia Papa Francesco e vede in lui uno spiraglio per la riconciliazione tra Massoneria e Chiesa…
Chissà se questo elenco di elogi massonici potrà essere ulteriormente aggiornato e ampliato…
Intanto preghiamo per Papa Francesco, auguriamogli una sempre maggiore chiarezza dottrinale e fortezza di spirito affinché sappia dare pubblicamente ai media e al mondo una più chiara e forte testimonianza di fede, come l’Apostolo san Pietro (dinanzi al Sinedrio), come il beato Pio IX (dinanzi al mondo massonico), come san Pio X (dinanzi al modernismo), come San Giovanni Paolo II (dinanzi al laicismo odierno).
Come nei primi secoli del Cristianesimo, anche oggi la Chiesa ha bisogno di un Papa “martire” o “confessore” della fede.
