De Ficchy Giovanni

Alcune volte le cose più piccole, quasi invisibili, si svelano meravigliosamente a chi riesce ad osservare con attenzione i dettagli che ne compongono l’insieme. Così è il Lazio.

Lo stupore della scoperta di una terra le cui bellezze sono offuscate dalla magnificenza di Roma. 

Oggi è il turno di Ceri, un borgo medievale che definire piccolissimo non rende bene l’idea di quanto effettivamente lo sia.

A pochi chilometri da Roma, immerso in un paesaggio bellissimo ed incontaminato, Il piccolo borgo, dalla storia antichissima.

Ceri non poteva certo sfuggire all’attenzione del banchiere Alessandro Torlonia, che infatti, nel 1833, lo acquistò dagli Odescalchi, in difficoltà finanziarie.

Sull’arco di ingresso fece porre questa lapide in latino: “ Il borgo di Agylla, fondato dai Greci e chiamato Caere dai Romani, è stato restaurato dai Torlonia, dopo essere stato dei Normanni, degli Orsini, dei Cesi, dei Borromeo e degli Odescalchi.

La cosa che più colpisce il visitatore che giunge è il panorama dal basso verso l’alto, delle mura orlate, della roccia che termina nelle case, che appaiono quasi incastonate nel tufo, delle piante che spuntano tra i mattoni e della porta di ingresso al borgo.

Facciamo un salto indietro di alcune migliaia di anni.

Questo blocco tufaceo era abitato già in epoca preistorica, poi abbandonato nel X secolo aC.

Intorno al settimo secolo avanti Cristo, i Pelasgi, popolo di origine greca, fondarono una città, chiamata Agylla, nella pianura poco distante, dove ora si trova Cerveteri.

Quando Roma era ancora piccola, arrivarono, nel 540 aC, gli Etruschi, che sconfissero questo popolo e cambiarono il nome della città in Kaisra.

Poi giunsero, intorno al 380 aC, i Romani e la città divenne Caere.

Per meglio difendersi dalle invasioni, nel 1100, una parte degli abitanti si ritirarono su questa altura e fondarono il borgo arroccato, che venne chiamato Caere Novum.

E' il turno di Ceri, un borgo medievale che definire piccolissimo non rende bene l’idea di quanto effettivamente lo sia.

La precedente città divenne Caere Vetus, in seguito Cerveteri. Accanto al castello c’è anche, della stessa epoca, il Santuario di Santa Maria, che conserva splendidi affreschi (1100-1130), scoperti nel 1971 e restaurati pochi anni fa.

Il borgo, che era stato ampliato nel 1236, divenne degli Orsini nel 1480.

Venne posto sotto assedio ed alla fine conquistato e semidistrutto da Cesare Borgia nel 1503.

Nel Seicento passò ai Cesi, poi ai Borromeo, agli Odescalchi e infine ai Torlonia.

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