De Ficchy Giovanni

I russi stanno impiegando la propria aviazione militare con un’intensità che non si vedeva dalle prime settimane di guerra, per fornire supporto tattico alle truppe impegnate nell’offensiva in corso nelle aree di Avdiivka, Bakhmut e Robotyne.

Si ricorderà che, dopo aver subito un tasso di perdite insostenibile, i russi avevano ritirato i propri aerei da combattimento dai cieli ucraini, utilizzandoli solo per lanciare missili a lungo raggio da distanze di sicurezza, al punto che più di qualcuno si era chiesto che fine avesse fatto l’aviazione russa.

Pertanto i caccia russi si sono ritrovati a dover operare a bassa e bassissima quota, stante la pericolosità di volare a quote più elevate anche per i velivoli più moderni (Su-35S, Su-30SM, Su-34, Su-25SM3), dotati di sistemi elettronici di protezione.

Questo è tanto più vero se osserviamo che, ad oggi, non sono stati osservati Su-35, Su-30, Su-34 o Su-25 con missili antiradiazioni durante le sortite di attacco.

Questi vengono solo usati durante apposite missioni Sead/Dead o durante voli di scorta.

Questa situazione era stata determinata dall’efficacia dimostrata dalla difesa antiaereia ucraina, pur basata su vecchi sistemi S300 di epoca sovietica e di una manciata di missili antiaerei spalleggiabili Stinger ricevuti dall’Occidente.

Ormai i russi hanno perso una trentina di SU-34, il loro aereo d’attacco più moderno e sofisticato, che rappresentano un quinto di tutti i velivoli prodotti, di quel modello.

I SU-34 sono velivoli che i russi non riescono a sostituire facilmente, perchè le capacità produttive sono di pochissimi aerei all’anno.

I SU-35, invece, sono caccia multiruolo molto avanzati.

Sembra che la Russia li utilizzi per scortare i SU-34 ma a quanto pare questa scorta non è molto efficace, visto che gli ucraini stanno abbattendo scorta e scortati, indistintamente.

Anche i SU-35 sono disponibili in numeri limitati.

Ne sono stati prodotti circa 120 per la Russia, mentre un lotto è stato fornito all’Iran in cambio dei drone Shahed.

Con questi ultimi abbattimenti, i russi ne hanno persi una decina, che si aggiungono a una quindicina di SU-24, una decina di SU-30 e più di una trentina di SU-25 pure abbattuti nel corso della guerra.

Quando gli ucraini hanno ricevuto sistemi antiaerei più prestanti e potenti (i Patriot americani, i SAMP-T italo-francesi, gli IRIS-T tedeschi e da ultimo i NASAMS sviluppati da USA e Norvegia) la situazione è andata peggiorando per i russi e anche le rare puntate offensive dei loro aerei da combattimento hanno pagato un tributo elevato alla difesa antiaerea ucraina.

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