Realisticamente?

No.

Proprio ora dopo aver lasciato molti morti sul campo e sanzioni pesantissime non potrebbe mai fermare il tutto per un pugno di mosche e , poi , se la Russia fosse costretta in un angolo senza vie di uscita ricordiamoci del comportamento della pantegana in simili condizioni , solo che la pantegana russa è oltremodo pericolosa.

I discorsi deliranti di Putin e gli articoli che ha scritto in vari media occidentali sono impregnati di storia, ma della sua versione della storia.

In particolare nega che l’Ucraina possa essere considerata uno stato.

Nella visione ottocentesca del mondo che ha Vladimir Putin, lo stato coincide con la nazione.

Il fatto che il tentativo di fare coincidere lo stato con la nazione abbia portato nel XX secolo all’oppressione delle minoranze e alle guerre gli sfugge.

Quante minoranze etniche abbiamo oggi in Europa?

Vogliamo “liberarle” con qualche guerra ?

Si tratta di una parte della storia che sembra non conoscere.

Di fronte alla debole reazione occidentale, Putin ha pensato di avere l’opportunità di fare di più in futuro.

“Dopo l’Ucraina potrebbe non fermarsi e minacciare i nostri alleati della Nato”

Questo ha dichiarato la casa Bianca.

Ma quanto costa la guerra allo zar ?

Sono possibili stime approssimative desunte sommando i prezzi di armi e mezzi.

Si può ipotizzare così una cifra di 230 milioni di dollari al giorno, fra costi di gestione, rifornimento, carburante, munizioni, pezzi di ricambio e distruzione dei suoi armamenti.

L’estrema varietà delle armi e degli equipaggiamenti complica il calcolo.

 Ad esempio un caricatore del fucile AK-12 costa 5 dollari, mentre un missile da crociera Kalibr vale 1 milione.

I sistemi più costosi sono quelli aerospaziali: il caccia Sukhoi Su-35 vale 40 milioni di dollari e per una sola ora di volo occorrono 12mila dollari.

Lanciare un missile balistico Iskander costa 2 milioni di dollari.

Putin come può sostenere queste spese?

E’ riuscito ad accumulare nel corso degli anni 630 miliardi di dollari, ed oggi ne sta spendendo una parte nella maniera più terribile.

Andrà avanti finché non sarà rimosso, sostituito o assassinato.

Putin ha troppo in mano la guerra per arrendersi e ritirare le sue truppe. Troppo orgoglio.

Troppo ego.

Troppo rispetto per se stesso.

Ritirarsi significherebbe ammettere di aver reso la Russia una potenza militare di seconda o terza categoria.

E nemmeno la più forte tra i Paesi ex sovietici.

Di Admin

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