
Il Dittatore della federazione Russa in vista del vertice G7 del mese prossimo, Vladimir Putin ha firmato un decreto che permette la confisca di proprietà americane in Russia a risarcimento di espropri subiti negli Stati Uniti da soggetti russi.
Il decreto, il numero 442, pubblicato sul sito del Cremlino, intende rispondere a quelle che vengono definite “le azioni ostili e contrarie alla legge internazionale degli Stati Uniti miranti a provocare un danno alla Federazione Russa e alla Banca centrale russa”.
Si tratta sicuramente di una mossa che ha il sapore di un avvertimento, poichè Washington parla sempre più insistentemente della necessità di confiscare gli asset governativi russi congelati in Occidente, facendo pressione in questo senso sugli alleati europei.
Dopo l’inizio dell’intervento militare di Mosca in Ucraina, i Paesi occidentali hanno congelato circa 290 miliardi di dollari di fondi statali russi.
Di questa fortuna, sono depositati solo 5 miliardi di dollari nelle banche statunitensi, mentre ben 210 miliardi giacciono in Europa.
Attualmente la Ue si è limitata a dare il via libera al prelievo dei profitti dei capitali russi, che dovrebbero generare circa 3 miliardi di euro all’anno.
Le proprietà che potrebbero divenire oggetto di confisca, comprendono i beni mobili e immobili degli Stati Uniti e di cittadini, situati nel territorio della Federazione Russa, i titoli, le quote del capitale autorizzato delle persone giuridiche russe e i diritti di proprietà.
In un’eventuale causa, qualora il tribunale stabilisse che la confisca dei beni è ingiustificata si procederà al risarcimento del danno.
