De Ficchy Giovanni

L’osservazione di Francesco, riferendosi agli uomini gay, è arrivata durante quello che doveva essere un incontro a porte chiuse con i vescovi italiani la settimana scorsa.
Nessun intento offensivo da parte del Papa, nella Chiesa c’è posto per tutti: si riassume così la nota della sala stampa Vaticana dopo le polemiche sul termine utilizzato dal Papa per gli omosessuali nei seminari
Nella giornata di oggi, la sala stampa Vaticana ha rilasciato una not in cui sottolinea che “nella Chiesa c’è spazio per tutti, per tutti!
Nessuno è inutile, nessuno è superfluo, c’è spazio per tutti
” e, aggiunge,
“il Papa non ha mai inteso offendere o esprimersi in termini omofobi, e rivolge le sue scuse a coloro che si sono sentiti offesi per l’uso di un termine, riferito da altri
“.

Secondo diverse fonti il papa, mentre ribadiva la sua contrarietà ad ammettere uomini gay nei seminari, avrebbe usato un commento offensivo e denigratorio in un contesto descritto come molto informale e con un tono colloquiale: avrebbe detto che nei seminari «c’è già troppa frociaggine».
Il commento del papa davanti ai vescovi si inserisce all’interno di una questione di lunga data, oltre che molto complessa: la Chiesa cattolica considera l’omosessualità un peccato e da sempre ha mostrato di avere un rapporto controverso con i propri sacerdoti omosessuali.
Da una parte, infatti, varie inchieste pubblicate negli ultimi anni hanno mostrato che molti sacerdoti e vescovi che ricoprono anche cariche di potere e prestigio sono gay.
Dall’altra però, è capitato spesso che la Chiesa abbia addossato la colpa dei frequenti abusi da parte di sacerdoti o vescovi nei confronti di persone minorenni o in posizione di debolezza e vulnerabilità all’orientamento sessuale “deviante” di questi sacerdoti, ignorando però il fatto che siano stati commessi abusi anche nei confronti di donne e bambine.
