
Vanuatu e le cittadinanze facili a russi, cinesi e iraniani: così sono entrate le spie nell’Unione europea
Il Paese dell’Oceania ha usato il regime preferenziale che esentava dall’obbligo di visti per facilitare l’ingresso in Europa, con l’ausilio di agenzie specializzate in Thailandia, Malesia ed Emirati Arabi
Nel 2023 l’Italia ha ricevuto 1.108.035 domande di visto Schengen.
Chi sono stati i principali richiedenti e destinatari dei visti: russi e cinesi.
Il 29 maggio la Norvegia ha vietato l’ingresso ai turisti provenienti dalla Russia.
Il divieto riguarda sia coloro che hanno ottenuto in precedenza un visto turistico norvegese, sia coloro che hanno ottenuto un visto rilasciato da un altro Paese dell’accordo di Schengen.
Unica eccezione è il viaggio a trovare parenti stretti, per lavoro o studio.
Il ministro della Giustizia e della Pubblica Sicurezza Emilie Enger Mehl ha sottolineato che la posizione adottata dalla Norvegia è una risposta diretta all’aggressione illegale della Russia contro l’Ucraina.
Lo sostengo da due anni.
Il mondo civilizzato, compresi gli Stati Uniti e l’Unione Europea, deve vietare i visti per i russi.
Non solo è una risposta corretta alla guerra illegale della Russia, ma previene anche un evidente rischio per la sicurezza da parte di sabotatori e spie russi.
Ma che dire di coloro che potrebbero voler fuggire dalla Russia?
Innanzitutto, coloro che volevano fuggire erano già fuggiti dalla Russia.
In secondo luogo, ai legittimi richiedenti asilo può essere consentito di attraversare il confine senza visto.
In definitiva non dovremmo riprendere i rapporti finché la Russia non si comporterà come un cittadino internazionale responsabile e non come un delinquente terrorista

