De Ficchy Giovanni

Al centro dell’inchiesta c’è l’imprenditore Mirko Pellegrini, difeso dall’avvocato Matilde Sacchi.

Tra le ipotesi di reato si configurano turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione, riciclaggio ed autoriciclaggio in concorso.

 Nelle gare per gli appalti si candidavano società amministrate da prestanome, ma in realtà erano riconducibili al gruppo associativo. 

I contratti d’appalto per lavori di asfaltatura per Roma Capitale ed altri enti pubblici venivano stipulati in maniera illecita, con documentazione contabile falsa.

L’inchiesta è per per corruzione, turbativa d’asta e frode in pubbliche forniture sugli appalti per il rifacimento del manto stradale, con al centro un giro di tangenti e anche fondi per il Giubileo 2025.

Emerge dall’inchiesta del Comando provinciale della Guardia di Finanza al Comune di Roma, coordinata dalla Procura della Repubblica con il pubblico ministero Lorenzo Del Giudice, nella quale compaiono i nomi di cinque indagati, tre funzionari e due agenti della polizia stradale.

Tra gli indagati c’è l’imprenditore Mirko Pellegrini, “dominus” del Gruppo societario a lui stesso riconducibile.

Da stamattina i militari delle Fiamme Gialle hanno perquisito gli uffici del dipartimento Lavori Pubblici, in via Luigi Petroselli, abitazioni, gli uffici degli indagati, la sede legale di una banca e una filiale.

I finanzieri hanno sequestrato personal computer, tablet, smartphone, ed altri supporti elettronici, che potrebbero contenere documenti, agende, scritti, contabilità clandestina, contratti, scritture private, oggetti, dati, informazioni, programmi informatici, tutto materiale potenzialmente utile alle indagini.

 Le società appartenenti al “gruppo” di cui era a capo Pellegrini hanno partecipato a numerose procedure di gara, che nella maggior parte dei casi hanno avuto come controparte Roma Capitale, per importi di circa 100 milioni di euro.

Una volta ottenuti gli appalti i lavori venivano fatti “a risparmio”: nei cantieri, ad esempio in viale della Serenissima, via della Magliana, piazzale De Bosis, è stato utilizzato materiale di scarsa qualità o addirittura scadente e il manto stradale non è stato realizzato con le modalità e lo spessore necessario per evitare che con il passare di poco tempo si rovini di nuovo e compaiano buche.

Lavori che venivano svolti con la complicità e il concorso di altre persone.

Per nascondere le irregolarità sugli interventi di rifacimento e asfaltatura del manto stradale fatti l’imprenditore avrebbe dato mazzette o promesso favori ai dipendenti pubblici che avrebbero dovuto controllare, ossia affinché omettessero l’adozione di atti d’ufficio.

Per nascondere le irregolarità sugli interventi di rifacimento e asfaltatura del manto stradale fatti l’imprenditore avrebbe dato mazzette o promesso favori ai dipendenti pubblici che avrebbero dovuto controllare, ossia affinché omettessero l’adozione di atti d’ufficio.

Di Admin

Lascia un commento