
Negli ultimi anni il Festival della canzone italiana era ridotto a monologhi sull’agenda gender sull’aborto, e condito con la propaganda LGBTQ, inoltre farcito di scandali costruiti a tavolino e blasfemia finanziata con i soldi del nostro canone.
A parte il fatto che imporre la politica all’interno della una competizione canora è sempre fuori luogo, poichè si può parlare di qualsiasi argomento senza necessariamente trasformare tutto in propaganda politica.
Quest’anno infatti la propaganda politica che è stata sostituita dalla geniale satira di Geppi Cucciari e di Roberto Benigni, due comici certamente non accusabili di vicinanza ai sovranisti o al centrodestra in generale.
Quest’anno invece cosa incredibile, di tutta questa robaccia, non s’è vista traccia, nulla.
Questa volta ha vinto la musica !!
E’ stato un vero successo !!
I numeri parlano chiaro Sanremo 2025 ha registrato il 73,1% di share e 13,4 milioni di spettatori di media.
Nessun sermone propagandistico da agenda arcobaleno, woke o transfeminista.
Nessuna menata ideologica o scandalo a spese dei contribuenti.
Lo share al 73% ci dice che agli italiani non sono mancati né la letterina di Chiara Ferragni alla sé stessa, né i baci omosex tra Fedez e Rosa Chemical oppure Blanco che distrugge i fiori di Sanremo
Sanremo è finalmente tornato ad essere il festival della musica italiana, e non della propaganda di estrema sinistra.
Sanremo è tornato alla musica !!
Anche se i giornali di sinistra hanno provato ad affossarlo.
” Sanremo è tornato vecchio” scrivevano…
In verità non ho potuto fare a meno di commuovermi ascoltando il brano di Simone Cristicchi, che racconta l’esperienza umana di chi ha amato, accudito e custodito un proprio caro nella malattia e nella sofferenza.
Poichè in un tempo in cui la cultura dello scarto minaccia di intaccare il valore della vita in tutte le sue fasi, un brano come questo diventa un inno alla gratitudine, un invito a riscoprire il senso più profondo della famiglia: essere luogo di amore incondizionato, di cura reciproca e di crescita condivisa.
Ho trovato questa canzone una risposta potente ed adeguata, all’entusiasmo dei radicali che stanno spingendo per l’approvazione del suicidio assistito in Toscana, in altre regioni e nel paese.
