De Ficchy Giovanni

Il procuratore Generale, ha annunciato giovedì una ricompensa di 50 milioni di dollari per informazioni che portino all’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro.

Maduro è stato accusato di narcotraffico e corruzione. L’annuncio arriva in un momento di crescente tensione tra gli Stati Uniti e il Venezuela, con l’amministrazione Trump che ha aumentato la pressione sul governo Maduro attraverso sanzioni economiche e accuse penali. Maduro, dal canto suo, ha denunciato le accuse come un tentativo di rovesciare il suo governo e ha promesso di resistere a qualsiasi intervento esterno.

La ricompensa di 50 milioni di dollari rappresenta un’escalation significativa nella strategia degli Stati Uniti contro Maduro e potrebbe aumentare la pressione interna sul presidente Venezuelano.

Il Dipartimento di Giustizia e il Dipartimento di Stato hanno annunciato l’aumento della ricompensa, rispetto ai 25 milioni di dollari precedenti.

Gli Stati Uniti hanno accusato Maduro di aver aiutato i cartelli della droga e le bande di strada, oltre a gestire un regime corrotto e repressivo. 

“Maduro si serve di organizzazioni terroristiche straniere come il TdA (Tren de Aragua), Sinaloa e il Cartel de Soles per diffondere violenza mortale nel nostro Paese”, ha dichiarato Bondi in un videomessaggio. “È uno dei più grandi narcotrafficanti al mondo e una minaccia per la nostra sicurezza nazionale”.

Il Cartello dei Soli è un’organizzazione venezuelana dedita al narcotraffico, composta da alti funzionari venezuelani.

Nel marzo 2020, Maduro è stato incriminato in un atto d’accusa federale per narcoterrorismo, associazione a delinquere finalizzata all’importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi e associazione a delinquere finalizzata al possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi.

Ad oggi, la Drug Enforcement Administration (DEA) ha sequestrato 30 tonnellate di cocaina collegate a Maduro e ai suoi affiliati, ha affermato Bondi. La droga è una fonte primaria di reddito per i cartelli messicani e venezuelani, ha aggiunto. 

Bondi ha osservato che la cocaina è spesso mescolata con fentanil, causando la perdita di migliaia di vite americane. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha spesso criticato Maduro, che ha affermato non essere il legittimo leader della nazione sudamericana dopo la controversa vittoria elettorale del 2024. 

“A un anno da quando il dittatore Nicolás Maduro ha sfidato la volontà del popolo venezuelano dichiarandosi vincitore senza fondamento, gli Stati Uniti rimangono fermi nel loro incrollabile sostegno al ripristino dell’ordine democratico e della giustizia in Venezuela”, ha dichiarato Rubio il mese scorso. “Maduro non è il presidente del Venezuela e il suo regime non è il governo legittimo”.

“Maduro è il leader dell’organizzazione narcoterroristica designata Cartel de Los Soles, ed è responsabile del traffico di droga negli Stati Uniti e in Europa”, ha continuato Rubio. “Maduro, attualmente incriminato dal nostro Paese, ha corrotto le istituzioni venezuelane per supportare il piano criminale di narcotraffico del cartello verso gli Stati Uniti”.

A gennaio, il Dipartimento di Stato ha annunciato una ricompensa di 25 milioni di dollari per l’arresto di Muduro, ora elevato appunto a 50 milioni.

Uno dei funzionari citati in questo atto d’accusa, l’ex generale Hugo “El Pollo” Carvajal, è attualmente detenuto negli Stati Uniti dopo essere stato estradato dalla Spagna ed è attualmente in corso un processo a suo carico.

A washington provano a muovere mercenari per fare il lavoro sporco ed eliminare il problema-Maduro, che è un problema economico (il controllo del petrolio) ma anche politico (la necessità di riacquistare l’egemonia nel continente latinoamericano). 

L’agenzia ha affermato che Muduro ha partecipato a una violenta cospirazione narco-terroristica con le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), un’organizzazione terroristica straniera designata.

Inoltre, Maduro ha negoziato spedizioni di diverse tonnellate di cocaina prodotta dalle FARC; ha ordinato al Cartello dei Soli di fornire armi di livello militare alle FARC; si è coordinato con i narcotrafficanti in Honduras e in altri paesi per facilitare il traffico di droga su larga scala; e ha sollecitato l’assistenza dei vertici delle FARC nell’addestramento di un gruppo di miliziani non autorizzati che funzionava, in sostanza, come un’unità delle forze armate del Cartello dei Soli.

Con questa nuova azione degli Stati Uniti si apre una nuova tappa della “crisi venezuelana”, in un momento particolarmente drammatico, vista la situazione economica del paese caraibico.

L’inflazione, la più alta al mondo, ha già consumato pesantemente l’aumento del 30% del salario minimo concesso a maggio da Maduro. Nello stesso mese, la carenza di cibo ha raggiunto l’82% , secondo un’indagine della società Datanálisis. “La gente fa la fila per comprare tutto ciò che riesce a trovare”, afferma Judith Soto, che frequenta spesso un supermercato a San Bernardino, Caracas.

In un supermercato nella zona ovest di Caracas, più di cento venezuelani aspettano da giovedì mattina presto l’imminente arrivo di cibo a prezzi stabiliti dal governo. La corsia del supermercato è piena di confezioni di fagioli rossi, ma non vengono acquistati perché costano più di 3.000 bolivar al chilo, equivalenti al 20% del salario minimo del Paese.

Di Admin

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