
Nel cuore di Roma, tra quartieri tanto diversi quanto uniti da una medesima sofferenza, si svolge una battaglia silenziosa eppure vibrante.
Il Candidato al Consiglio Comunale Fabio Schiuma, ci racconta del suo viaggio nei quartieri popolari della capitale ;
“Da Laurentino 38 a Primavalle, passando per Acilia e Spinaceto, gli inquilini delle case popolari vivono una realtà che troppo spesso viene ignorata: edifici fatiscenti, camere inagibili, muffe che invadono le pareti, spazi comuni trasformati in discariche e ascensori inservibili da anni, con disabili costretti a reclusioni forzate nelle proprie abitazioni.
E non è tutto. A questa già grave situazione si aggiungono spesso problemi di criminalità e spaccio, che rendono la vita degli abitanti ancora più difficile e precaria.
Un quadro desolante che grida vendetta e che necessita di interventi urgenti e risolutivi da parte delle istituzioni competenti.

Perché dietro a queste mura fatiscenti si celano storie di persone che lottano quotidianamente per una vita dignitosa, che meritano rispetto e attenzione.
Persone che non possono più essere ignorate.
Questi quartieri, nati per dare una casa dignitosa a chi non poteva permettersela, oggi sono diventati il simbolo di un degrado annunciato.
Sono migliaia le persone che ogni giorno affrontano muri umidi, bagni rotti, finestre che non si chiudono, con la consapevolezza che l’amministrazione pubblica spesso latita o risponde con soluzioni temporanee e inefficaci.
La muffa non è solo un problema estetico: danneggia la salute, soprattutto dei bambini e degli anziani, provocando asma, allergie e altre malattie respiratorie.

Gli spazi comuni, un tempo luoghi di socializzazione e mutualità, sono ora ridotti a vere e proprie discariche.
Rifiuti abbandonati, incuria e mancanza di manutenzione hanno reso scale, cortili e giardini inaccessibili o pericolosi.
Le aree gioco per i bambini sono spesso inutilizzabili, privando le famiglie di un diritto fondamentale: quello di vivere in un ambiente sicuro e vivibile.
Le aree gioco per i bambini sono spesso inutilizzabili, privando le famiglie di un diritto fondamentale: quello di vivere in un ambiente sicuro e vivibile.
La manutenzione carente, la presenza di pericoli nascosti come vetri rotti o spigoli vivi, e l’assenza di controlli periodici trasformano questi spazi, pensati per il divertimento e la socializzazione, in trappole potenzialmente pericolose.
È necessario un intervento urgente da parte delle amministrazioni locali per ripristinare la funzionalità e la sicurezza delle aree gioco, garantendo ai bambini un luogo dove poter crescere e giocare in serenità.
La situazione più drammatica riguarda però gli ascensori.
In molti edifici popolari, questi si trovano fuori uso da mesi o addirittura anni, rendendo la vita impossibile agli anziani e ai disabili.
Queste persone, spesso già fragili e marginalizzate, si trovano relegate in casa, incapaci di uscire se non con l’aiuto di qualcuno disposto a portarle sulle scale, piano dopo piano.
È una forma di segregazione invisibile, una violazione del diritto alla mobilità e all’autonomia che dovrebbe essere garantito in uno Stato civile.
Le storie che emergono da queste zone sono di coraggio e resistenza.
Inquilini che organizzano assemblee, denunciano le condizioni in cui vivono, cercano di far sentire la propria voce attraverso associazioni e comitati.
“Non vogliamo elemosine – dicono – ma diritti, manutenzione e rispetto”.
La loro lotta non è solo per ottenere interventi di ripristino, ma per rivendicare dignità, partecipazione e attenzione da parte delle istituzioni.
Negli anni si sono succeduti vari progetti di riqualificazione, spesso annunciati come interventi risolutivi, ma che alla prova dei fatti si sono rivelati insufficienti o incompleti. Il problema non è solamente tecnico o economico, ma politico e sociale.
Prosegue Fabio Schiuma, ipotizzando anche possibili soluzioni ;
” È necessario un cambio di paradigma che metta al centro la qualità della vita degli abitanti, coinvolgendoli direttamente nelle decisioni che riguardano il loro futuro.
Per questo motivo, è fondamentale sostenere queste lotte popolari, amplificare il loro messaggio e promuovere un dibattito pubblico che smascheri le responsabilità e chieda concretezza.
Ogni cittadino romano dovrebbe sentirsi chiamato in causa, perché il degrado dei quartieri popolari è un segnale di malessere diffuso e compromette la coesione sociale di tutta la città.”
Dare voce agli inquilini di Laurentino 38, Primavalle, Acilia, Spinaceto significa anche ricordare l’importanza di politiche abitative inclusive, di investimenti strutturali e di un impegno costante nel tempo.
Significa ribadire che la casa non è un privilegio riservato a pochi, ma un diritto fondamentale che deve essere garantito a tutti, senza discriminazioni.
In conclusione, la lotta degli inquilini popolari è una sfida che riguarda l’intera collettività.
Ripristinare le condizioni abitative dignitose in questi quartieri non è solo un dovere morale, ma un investimento sul futuro della città, sulla salute e sul benessere delle persone che la abitano.
Sostenere questa battaglia significa rimettere al centro le persone, le loro esigenze e la loro speranza di vivere in un ambiente finalmente degno di questo nome.
Conclude il Candidato di Fratelli D’Italia;
La voce di Laurentino 38, Primavalle, Acilia e Spinaceto è un richiamo forte e chiaro: la casa è vita, e nessuno deve restare escluso.
