IL DRAMMA NASCOSTO DEI GOUmiers
Il 18 Maggio E’ la Giornata della memoria delle Marocchinate

Durante la Seconda guerra mondiale, il corpo dei Goumiers, truppe coloniali francesi provenienti dal Marocco, giocò un ruolo cruciale nelle campagne militari in Italia.
Questi uomini valorosi, noti per la loro tenacia e conoscenza del territorio montano, vennero impiegati dall’esercito francese come truppa d’assalto.
Tuttavia, il loro passaggio lasciò dietro di sé una scia di dolore e tragedia che ancora oggi pesa sulla memoria storica delle comunità italiane coinvolte.
Il termine “Marocchinate” si riferisce agli abusi commessi da alcune unità dei Goumiers durante la liberazione dell’Italia meridionale tra il 1943 e il 1944. Oltre alle azioni di combattimento, queste truppe coloniali furono responsabili di episodi di violenza indicibili: si stima che oltre mille persone furono uccise indiscriminatamente, mentre le donne vittime di stupri superarono la cifra impressionante di 60.000, con circa 180.000 casi di violenze carnali registrate in diverse località.
Dove passarono i Goumiers, pur portando libertà dal giogo nazista, si diffuse un vero e proprio inferno fatto di soprusi, umiliazioni e terrore.
Famiglie intere vennero spezzate dall’orrore delle aggressioni, e la sofferenza delle vittime è stata spesso taciuta o sottovalutata nei racconti ufficiali della liberazione.
Questo evento doloroso ha lasciato cicatrici profonde nel tessuto sociale delle province interessate, tra cui Cassino, Isernia, e altre città dell’Italia centro-meridionale.
È fondamentale non dimenticare queste atrocità per onorare la memoria di chi ha subito tali ingiustizie e per comprendere appieno le complesse dinamiche della guerra.
Le “Marocchinate” rappresentano una pagina oscura ma imprescindibile della storia della liberazione italiana, un monito per le generazioni future affinché simili orrori non si ripetano mai più.
Ricordare significa anche dare voce a chi è stato silenziato dalla violenza e riconoscere che la guerra, per quanto necessaria per sconfiggere il male, porta con sé conseguenze devastanti che travolgono innocenti inermi.
Solo attraverso la consapevolezza e il rispetto per la verità si può costruire una società che promuova la pace, la giustizia e la dignità di ogni individuo.
Le testimonianze raccolte negli anni da sopravvissuti e storici raccontano di un’Italia ferita ma resiliente, che ha saputo rialzarsi dal dramma per guardare avanti.

Le “Marocchinate” non devono essere soltanto un ricordo di dolore, ma anche un invito a riflettere sul valore della responsabilità morale in tempo di guerra e sull’importanza di proteggere i diritti umani in ogni circostanza.
In conclusione, la storia dei Goumiers in Italia è ambivalente: da un lato eroi nella lotta contro il nazifascismo, dall’altro protagonisti involontari di crimini che hanno segnato profondamente la popolazione civile.
Affrontare questa realtà con coraggio e onestà intellettuale è un passo fondamentale per mantenere viva la memoria storica e per fare in modo che la libertà conquistata non venga mai macchiata da tali atrocità.

Romano, da 7 generazioni Giornalista e Antropologo Criminale e Criminologo Forense appassionato di storia e divulgazione letteraria Giovanni De Ficchy è un criminologo italiano di rilevanza crescente nel campo della criminologia e della sociologia
