
E’ iniziativa civica e trasversale, dedicata a mettere al centro dell’attenzione la salute mentale degli adolescenti, una tematica oggi più che mai urgente e necessaria.
Il battesimo pubblico del comitato è avvenuto nella suggestiva cornice del Satyrus, storica struttura culturale di Valle Giulia dove ieri si è svolta la presentazione del libro “Adolescenti sottovuoto”, scritto dallo psichiatra Emanuele Caroppo e dalla psicologa Mariarita Valentini.
L’evento ha catalizzato l’interesse di esponenti politici di diverse forze – da Carla Fermariello (Pd), presidente della Commissione Scuola di Roma Capitale, a Fabio Schiuma di Fratelli d’Italia, promotore di iniziative culturali giovanili, fino a Cristina De Simone, vicepresidente della Commissione Pari Opportunità del Municipio VII – dimostrando come la salute mentale non conosca colori politici e rappresenti una priorità condivisa da tutti.

A fare da guida e moderatrici sono state due figure di spicco del mondo dello spettacolo e della cultura romana: Francesca Borghetti scrittrice e autrice televisiva ed l’attrice Emanuela Tittocchia che ha condotto la serata con coinvolgimento sensibilità.
Un’occasione di riflessione e responsabilità collettiva La presentazione del volume “Adolescenti sottovuoto” non è stata soltanto un momento di divulgazione letteraria ma soprattutto un’occasione di confronto profondo su temi delicati come la sofferenza emotiva e la fragilità psichica in età evolutiva. Carla Fermariello ha sottolineato l’importanza di affrontare gli aspetti legati alla presa in carico tempestiva dei disturbi, alla relazione cura ed efficacia servizi territoriali: elementi fondamentali per garantire ai giovani ed alle loro famiglie un diritto al benessere mentale riconosciuto come universale imprescindibile. “Troppo spesso la generazione attuale è ingiustamente mortificata e sotto attacco – ha dichiarato Fermariello – mentre in realtà è stata capace di portare il tema della salute mentale al centro del dibattito globale.
È stato prezioso discutere del ruolo delle famiglie, della scuola e delle nuove tecnologie nel rapporto tra adulti e ragazzi poiché solo così si possono costruire ponti d comprensione autentica”.
Fabio Schiuma ha invece posto l’accento sulla necessità che la politica sappia superare le appartenenze per mettersi al servizio dell’interesse collettivo: “Le fragilità giovanili sono un segnale d crisi educativa culturale. Molti ragazzi sono esposti a modelli violenti malsani veicolati da videogiochi serie tv musica che possono alimentare fenomeni aggressività autolesionismo.
La movida se opportunamente regolata animata da iniziative culturali potrebbe invece diventare un’occasione socialità positiva”.

Cristina De Simone ha messo in evidenza le pressioni sociali a cui sono sottoposti i ragazzi: “Vivono in una realtà dove spesso la performance è più importante dell’identità personale, costretti a indossare maschere e silenziare paure e fragilità.
L’errore più grande è ridurli a diagnosi o etichette, dimenticando che ogni giovane ha una storia unica fatta di aspirazioni e potenzialità. Gli adulti devono tornare a essere punti di riferimento solidi e credibili”.
“Adolescenti sottovuoto”: il silenzio oltre il rumore
Al centro dell’incontro, il libro “Adolescenti sottovuoto” offre uno sguardo approfondito sulle difficoltà interiori dei ragazzi contemporanei. Emanuele Caroppo ha spiegato che il titolo non vuole indicare vuoto o assenza, ma una condizione di isolamento: “Sottovuoto significa sigillati, come se un coperchio impedisse loro di farsi ascoltare senza pregiudizi. Il vuoto non è dentro di loro, ma nello spazio che abbiamo lasciato tra generazioni, privo di dialogo e sostegno reale. Abbiamo sostituito i mentori umani con gli algoritmi digitali e poi ci stupiamo se cercano conforto negli schermi”.
Lo psichiatra ha anche evidenziato come sia preoccupante che i giovani con disagi emotivi preferiscano rivolgersi a intelligenze artificiali piuttosto che ad adulti di riferimento: “Questo segnala una perdita di fiducia che dobbiamo assumere come una ferita sociale oltre che sanitaria”.
Il fatto che figure politiche provenienti da sensibilità diverse abbiano partecipato attivamente all’iniziativa conferma come la salute mentale sia un tema trasversale, che va oltre le divisioni e rappresenta una responsabilità collettiva. Mariarita Valentini ha concluso con un appello coinvolgente: “Portare il disagio silenzioso dei nostri ragazzi al centro del dibattito pubblico è già di per sé un atto terapeutico e politico.
La società offre stimoli continui ma spesso non insegna ai giovani a riconoscere e abitare il proprio mondo emotivo. La salute mentale non è solo una questione clinica, ma un impegno comune che coinvolge famiglia, scuola, comunità e politica. Dobbiamo dare parole al vuoto per far sì che nessun ragazzo resti solo ad affrontarlo”.

Un ricordo commosso e un futuro di speranza
La serata è stata segnata anche da un momento di forte partecipazione emotiva con il ricordo di Leonardo Lamma, giovane romano scomparso tragicamente nel 2022. La sua storia condivisa insieme ai genitori Paola e Stefano ha restituito concretezza ed umanità a quella sofferenza giovanile cui troppo spesso non si dà il giusto spazio.
Tra il pubblico figure del mondo imprenditoriale legale accademico sanitario testimonianza dell’interesse trasversale necessità d’impegno collettivo per affrontare le sfide della salute mentale adolescenziale. Il gruppo “Le debolezze che uniscono” è quindi nato con lo scopo di tenere acceso questo scambio, far partire azioni per far capire meglio e lavorare per una rete di aiuto che sappia vedere e apprezzare le debolezze come cose che uniscono e non dividono.
Perché occuparsi della salute mentale dei giovani vuol dire investire nel futuro di tutta la società, un futuro più aperto, empatico e consapevole.
