
Ieri sera, su La7, abbiamo visto un episodio che dovrebbe farci riflettere a lungo sullo stato del nostro dibattito pubblico e sulla qualità della nostra democrazia.
Il canale, noto come megafono della sinistra, ha avuto in collegamento Francesco Borgonovo, giornalista de La Verità, per parlare di un tema molto delicato e controverso: la remigrazione.
Quello che è successo è stato ben lontano da una conversazione civile e rispettosa; si è trasformato in una chiara dimostrazione di intolleranza e faziosità.
In studio c’erano Corrado Formigli, altri giornalisti e scrittori tutti apertamente schierati a favore di un’immigrazione incontrollata o quantomeno contrari a qualsiasi forma di controllo rigoroso.
Appena Borgonovo ha cercato di far notare che in studio si stavano affermando informazioni errate, che non gli veniva data la parola per esprimere il suo punto di vista e che non si stava aprendo un vero dibattito ma semplicemente imponendo una narrazione preconfezionata è scoppiato il caos.
Al posto di un confronto sereno e democratico abbiamo assistito ad un atteggiamento intollerante e aggressivo nei suoi confronti. Formigli non solo ha interrotto bruscamente Borgonovo ma gli ha rivolto una ramanzina paternalistica quasi a volerlo mettere a tacere con superiorità invitandolo infine a lasciare la trasmissione senza troppe cerimonie per il solo fatto d’aver osato contestare la tesi dominante.
Questa scena sta a testimoniare quanto sia fragile il rispetto per il pluralismo delle idee in certi ambienti che si proclamano paladini della democrazia e della libertà d’espressione.
L’episodio getta un’ombra inquietante su quella che dovrebbe essere la funzione principale dell’informazione: il confronto aperto, la discussione libera e la ricerca della verità attraverso punti di vista differenti.
Questa trasmissione ha mostrato il volto più triste e antidemocratico di una parte della sinistra che si vanta d’essere inclusiva e progressista ma in realtà non tollera opinioni diverse dalle proprie respinge il dissenso e s’arrocca nella propria confort zone ideologica.
Quando la ragione lascia spazio all’arroganza alla censura ed alla chiusura mentale perdiamo tutti noi cittadini italiani i quali dovremmo pretendere ed difendere un’informazione libera pluralista.
È fondamentale che gli italiani si fermino un attimo a riflettere su quanto accaduto ieri sera.
Non si tratta solo di una singola trasmissione televisiva o d’un episodio isolato ma d’un segnale preoccupante riguardante la salute della nostra democrazia e capacità d’affrontarci civilmente su temi cruciali come l’immigrazione.
Solidarietà totale a Francesco Borgonovo che ha avuto il coraggio portare avanti una posizione scomoda in un contesto ostile; vergogna invece per chi ha scelto soffocare dibattito manipolare narrazione negare diritto fondamentale esprimere opinione diversa.
A tutti gli italiani lancio un appello urgente: non lasciatevi prendere dalla rassegnazione, dal conformismo e dalle ideologie imposte dall’alto.
Informatevi, ascoltate tutte le voci, anche quelle critiche e minoritarie.
Difendete il confronto democratico perché senza questo non c’è futuro per il nostro Paese.
Solo attraverso un dialogo autentico in cui ogni opinione possa essere espressa liberamente e rispettata potremo affrontare con equilibrio e responsabilità le sfide complesse che ci attendono.
La vera forza della democrazia sta proprio nel rispetto della pluralità di idee, nel confronto serrato ma civile, nell’ascolto reciproco.
Non permettiamo che la paura del diverso o la paura di dissentire ci riportino indietro a tempi in cui la libertà era soltanto un’illusione.
Ieri sera è stata persa un’occasione importante per dimostrare che la sinistra e più in generale il nostro sistema informativo sono capaci di apertura e di vera democrazia.
Ripartiamo da qui con la consapevolezza che solo la verità difesa e discussa senza dogmi può davvero fare bene all’Italia.
Italiani, riflettete bene!
Il rispetto delle opinioni altrui non è una concessione ma un pilastro della convivenza civile; chiediamo un’informazione onesta, un dibattito aperto e la fine dell’intolleranza verso chi osa pensare diversamente!
Solo così costruiremo un paese più forte giusto e realmente democratico!
