Sigfrido Ranucci



**Quando le cause americane incontrano il Sudamerica… e la comicità involontaria**

Ah, il magico mondo delle cause legali internazionali!

Dove i soldi sembrano piovuti dal cielo e le ore legali vengono calcolate come fossero minuti in pausa caffè.

Il Gruppo Cipriani, impero gastronomico e non solo, ha deciso di portare la disputa contro *Il Fatto Quotidiano* e *Report* direttamente negli Stati Uniti d’America, sfruttando la proverbiale serietà e… ehm, generosità degli studi legali newyorkesi. L’importo richiesto?

Una cifra da capogiro: oltre 250 milioni di dollari. Sì, avete capito bene, duecentocinquanta milioni con la M maiuscola.

Ora, lasciate che vi dipinga il quadro della situazione con un po’ di numeri e – perché no? –

Con un tocco di ironia (che non guasta mai quando parliamo di legali e montagne di denaro).

### Gli avvocati a New York: i nuovi eroi con la tariffa oraria da sogno

Prima di tutto, parliamo di costi.

Un avvocato serio negli USA – quelli con lo smoking impeccabile e il sorriso da pubblicità di dentifricio – guadagna, se siete fortunati, circa $1500 all’ora.

Un numero che fa girare la testa anche a Jeff Bezos mentre conta i suoi miliardi.

Quindi, moltiplichiamolo per il numero di ore “necessarie” a portare avanti una causa così fumosa.

Considerando almeno 4 ore di lavoro di team legale, più qualche chiamata, correzione del documento, revisione, discussione su “ma questa difesa può funzionare?”, siamo già a $6000 per avvocato al giorno, giusto per iniziare.

Non dimentichiamoci però degli investigatori privati.

E qui si apre un capitolo tutto nuovo, degno di un film di cinema d’autore – o di un reality show low budget.

I nostri detective in doppiopetto si preparano a volare in Sudamerica per scovare prove, testimonianze o magari solo qualche indizio nascosto tra le palme e le caipirinha.

Perché, si sa, più è lontano il luogo delle presunte “rivelazioni”, più sarà credibile la verità… o almeno così sperano.

### La causa dei 250 milioni: un’affare tra menzogne e complotti?

250 milioni di dollari sono un bel po’ di spiccioli, se consideriamo che si tratta di una somma richiesta come risarcimento danni per articoli giornalistici e servizi televisivi.

Magari *Il Fatto Quotidiano* e *Report* hanno scritto cose scomode, ma così tanto?

Viene da chiedersi se il Gruppo Cipriani abbia sbagliato a guardare il saldo in banca prima di fare la mossa o se semplicemente abbiano deciso di divertirsi un po’, facendosi notare con stile e… cifre astronomiche.

Un po’ come quei bambini alle feste di compleanno che chiedono regali impossibili, loro hanno detto agli avvocati: “Sì, ma fateci volare alto. Tipo miliardi, oppure 250 milioni vanno benissimo. Tanto chi ci ferma?”.

La saga legale sta prendendo così una piega quasi tragicomica, fatta di ore di fatturazione e investigatori in cerca di fantomatiche prove.

E non è finita qui: l’ennesima azione, questa volta contro *CartaBianca*, è già in cantiere.

Il pubblico attende con il fiato sospeso la prossima puntata di questa interminabile telenovela giudiziaria internazionale, che sembra uscita dalla penna di un autore di commedie nere.

### La strategia legale: quando la quantità sostituisce la qualità

È interessante notare come la tattica adottata possa essere vista come un classico esempio di “lawfare”, ovvero l’uso della legge come arma per scoraggiare e mettere pressione ai media scomodi.

Non importa quanto siano fondate le accuse, l’importante è far spendere tempo, denaro ed energie alla controparte.

Un processo lungo, faticoso, complicato e soprattutto costosissimo.

In questo scenario, gli avvocati si trasformano in macchine da guerra, capaci di spremere ogni secondo del loro orologio per gonfiare la parcella e, allo stesso tempo, per tenere il nemico impegnato. Tra telefonate a mezzanotte, email criptiche e riunioni infinite, alla fine tutto si riduce a chi ha più resistenza economica.

### L’inchiesta in Sudamerica: una caccia al tesoro degna di Indiana Jones

Ma torniamo ai nostri investigatori privati spediti all’altro capo del mondo.

Con la scusa di dover raccogliere informazioni, testimonianze e chissà quali documenti top secret, saranno impegnati in un’avventura che farà tremare i polsi a qualsiasi fan di serie TV thriller.

Spionaggio industriale?

Retroscena oscuri?

O più semplicemente un viaggio di piacere con il badge da detective?

Chi può dirlo.

Quel che è certo è che mandare in Sudamerica un team di investigatori privati costa un bel po’ di dollari, probabilmente una piccola frazione dei 250 milioni richiesti.

Ma la cosa buffa è immaginare le facce dei poveri agenti incaricati di questa missione, divisi tra lotte con la burocrazia locale, tentativi di adattarsi al clima tropicale e inseguimenti da romanzo.

### La stampa italiana dall’altra parte dell’Oceano

Dall’altra parte della barricata, i giornalisti de *Il Fatto Quotidiano* e gli autori di *Report* si troveranno a fronteggiare un sistema legale straniero, complicato, costoso e decisamente meno familiare rispetto alla carta stampata italiana.

Sarà difficile difendersi da un gigante legale americano con portafogli senza fondo e una grinta da vendere.

Immaginiamo già le scrivanie affollate, le telefonate frenetiche con gli avvocati locali e magari qualche tweet ironico da parte degli stessi protagonisti che cercano di smorzare la tensione con humour.

Forse užiranno la stessa ironia che stiamo usando ora, perché a volte ridere è davvero l’unica medicina per affrontare certe situazioni.

### Conclusione: il sorriso amaro di una battaglia legale senza fine

In definitiva, quello che abbiamo davanti non è solo una causa milionaria ma un vero e proprio spettacolo, quasi tragicomico, che mette in scena la sfida tra poteri forti, media e avvocati superstar.

Il Gruppo Cipriani ha deciso di giocare la carta americana, puntando tutto su numeri altissimi, investigazioni esotiche e minacce legali continue.

Quanto durerà questa storia?

Chi pagherà alla fine?

Forse nessuno, oppure l’intero sistema verrà stressato fino al limite, lasciando sul campo solo una montagna di fatture salate e un sacco di risate (amare) per chi osserva da fuori.

Quindi, cari lettori, restate sintonizzati: nuove puntate sono già in arrivo, con protagonisti, colpi di scena e, possibilmente, altre star del mondo legale pronte a incassare a ritmo di $1500 all’ora.

Nel frattempo, preparate popcorn, perché questa causa non finirà presto – e il finale potrebbe essere più sorprendente di una soap opera americana.

Di Admin

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