Benjamin Chimutengo, “L’Africano”: il socio di Valter Lavitola tra safari e crediti di carbonio

Domenica scorsa, poco prima dell’arresto di Valter Lavitola, ex direttore de L’Avanti, ci è arrivata una chiamata che ha cambiato la prospettiva sulla figura di Benjamin Chimutengo, detto Ben dagli amici. Lavitola stesso, con una certa premura, ha voluto avvisarci: “Stai attento a lui, potrebbe rivelare troppo”.

Ma chi è realmente “l’Africano”?

Qual è stato il suo ruolo nell’orbita di Lavitola?

Abbiamo ricostruito la sua storia seguendo una conversazione diretta con lo stesso Chimutengo, tracciando un ritratto complesso che tocca i confini tra affari leciti, ambizioni internazionali e zone d’ombra da esplorare.

Un curriculum d’élite, dalla Gran Bretagna all’Africa

Benjamin Chimutengo, laureato in Inghilterra, vanta un curriculum di tutto rispetto nel campo dei servizi finanziari e delle politiche ambientali, con un profilo che mescola competenze tecniche e operative: per sei anni presidente di una banca e autore della normativa sui crediti di carbonio in Zimbabwe.

La sua attività si muove nei territori ancora poco battuti di un continente in trasformazione, dove i business tradizionali come la caccia e i safari convivono con le nuove frontiere del mercato ambientale, segnate dall’ascesa dei cosiddetti “carbon credit”, ossia crediti di riduzione delle emissioni di CO₂.

L’incontro con Valter Lavitola: un investitore internazionale?

Il primo incontro con Lavitola risale al marzo 2022, grazie a un analista collaboratore di Chimutengo stesso.

Lavitola viene dipinto come un investitore facoltoso, interessato alla caccia sportiva e in contatto con importanti leader mondiali, da Vladimir Putin a Xi Jinping, passando per Berlusconi e il presidente brasiliano Lula.

Queste dichiarazioni sono corredate da fotografie che mostrano apparentemente gli incontri tra Lavitola e i potenti del pianeta durante battute di caccia o eventi privati.

L’obiettivo iniziale era chiaro: investire in Zimbabwe, soprattutto nel settore safari e nell’acquisto di terreni agricoli estesi.

Dalla caccia ai crediti di carbonio: un salto strategico

Per Chimutengo, impegnato nella gestione e negoziazione di crediti di carbonio, il passaggio dal business dei safari a quello dei carbon credit rappresenta un cambio di rotta significativo.

Nel luglio 2023, in occasione di una conferenza da lui organizzata a Victoria Falls (il Forum Africano sui Crediti di Carbonio Volontari 2023), emerge la svolta: Lavitola parla di investitori interessati al mercato del carbonio, in particolare una società brasiliana vicina al presidente Lula, desiderosa di acquistare grandi quantità di crediti.

Da qui nasce la partnership formale, con Chimutengo nominato country director di Future Awaits, la società che avrebbe sviluppato progetti di carbon credit in Zimbabwe con capitali portati da Lavitola e soci.

Il progetto assume contorni più ambiziosi e articolati, con l’intenzione di sfruttare le potenzialità del continente africano in termini di conservazione ambientale e sviluppo economico, senza però lasciare in ombra gli interessi tradizionali legati alla terra e alla fauna.

Dubbi, tensioni e il coinvolgimento della famiglia Lavitola

Nonostante la partenza promettente, la relazione tra i due soci mostra subito segni di incrinatura.

Ben racconta di aver ricevuto l’incarico di condurre negoziazioni in Camerun e, al ritorno, di aver incontrato Giuseppe Lavitola, figlio di Valter, il cui coinvolgimento nelle società Afrocarbon Solutions e Future Awaits South Africa genera conflitti interni.

Il rapporto padre-figlio appare altalenante, oscillando tra richieste di inserimento societario e tentativi di ritiro.

Inoltre, emergono accordi firmati in Italia con partner brasiliani, ma la natura esatta di tali intese rimane parziale a causa di omissioni volontarie nel racconto.

Il quadro che si delinea è quello di un’attività imprenditoriale in bilico tra opportunità veri e proprie e possibili retroscena opachi, dove la fiducia reciproca vacilla e le motivazioni di ognuno si intrecciano in modo complesso.

La prima versione: la testimonianza diretta di Benjamin Chimutengo

Abbiamo raccolto la sua testimonianza integrale, che descrive le tappe e le motivazioni della collaborazione, senza nascondere difficoltà e sospetti:

“L’ho conosciuto nel 2022, presentatomi come un investitore facoltoso con contatti di livello mondiale.

Iniziò puntando sulla caccia e i safari, poi, dopo la conferenza del 2023, spostò l’interesse sui crediti di carbonio.

Io ero responsabile di trovare terre e sviluppare i progetti, lui portava i capitali.

Tuttavia, cominciai a percepire qualcosa di anomalo quando mi mandarono in Camerun a trattare accordi e poi mi fu presentato suo figlio, con cui la situazione diventò complicata.

Fui nominato amministratore di due nuove società in Sudafrica, ma la collaborazione si incrinò.

Non avevo mai sentito parlare di Lavitola prima del 2022 e solo dopo ho iniziato a cercare informazioni su di lui…”

Un’indagine in corso: tra realtà e misteri africani

Dietro l’apparente nitidezza della partnership si cela un’intricata rete di relazioni personali, economiche e politiche che richiede ulteriori approfondimenti.

Chimutengo rappresenta un tassello fondamentale per comprendere cosa sia realmente successo sotto la superficie di un business tanto promettente quanto controverso.

La sua versione apre scenari che meritano di essere indagati, soprattutto in un momento di forte attenzione verso i mercati emergenti dei crediti di carbonio, che intrecciano ambiente, finanza e geopolitica.

Noi continueremo a seguire da vicino questa vicenda, certi che le rivelazioni di “Ben” contribuiranno a fare luce su un capitolo importante del rapporto tra Italia, Africa e i nuovi strumenti di sviluppo sostenibile – ma anche sulle zone d’ombra che inevitabilmente accompagnano queste sfide.


Autore: Giovanni De Ficchy

Di Admin

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