Speriamo che Alessandro Di Battista possa riprendersi presto e che venga curato nel modo più adeguato, ovunque sia necessario. Di fronte a un malore e a un ricovero, la prima reazione dovrebbe essere quella di augurare alla persona interessata di superare il momento difficile, lasciando in secondo piano le appartenenze politiche, le polemiche e i giudizi sul suo percorso pubblico.

Le notizie provenienti da Cuba parlano di un forte mal di testa, di un successivo malore e di un ricovero.

Il fatto che abbia ripreso conoscenza è certamente un segnale incoraggiante, ma la situazione deve essere valutata esclusivamente dai medici.

Anche l’eventuale rientro in Italia, attraverso un aereo sanitario, dovrà essere deciso sulla base delle sue condizioni cliniche e dei rischi connessi al trasferimento.

In casi simili, prudenza e competenza vengono prima di qualsiasi altra considerazione.

È comprensibile che la vicenda susciti commenti e discussioni, soprattutto quando riguarda una figura politica molto riconoscibile e spesso protagonista di posizioni nette.

Tuttavia, trasformare una malattia in un’occasione di rivalsa o in una “legge del contrappasso” rischia di impoverire il dibattito e di alimentare una logica di contrapposizione che non giova a nessuno.

La sofferenza non dovrebbe diventare uno strumento per colpire l’avversario, né un pretesto per attribuire significati politici alle cure ricevute. Qualunque sia il luogo in cui Di Battista verrà assistito e qualunque sia la terapia indicata dagli specialisti, l’auspicio è che possa ricevere le cure migliori e tornare presto in salute.

Se sarà necessario utilizzare farmaci prodotti da aziende israeliane, italiane, cubane o di qualsiasi altra nazionalità, la scelta dovrà dipendere esclusivamente dall’efficacia e dall’appropriatezza clinica, non dalle opinioni politiche del paziente o di chi lo commenta.

La medicina si fonda sulla ricerca, sulle prove scientifiche e sulla valutazione dei professionisti; non dovrebbe essere piegata a una contabilità delle convenienze ideologiche.

In questo senso, augurargli di guarire grazie a un farmaco prodotto da Teva, o da qualunque altra azienda, può essere letto come una battuta politica.

Ma quando la battuta si accompagna a un malore reale, è forse opportuno fermarsi e considerare il peso delle parole.

Le critiche alle idee e alle scelte pubbliche di Di Battista possono continuare, naturalmente, ma dovrebbero restare separate dalla sua condizione di salute.

Si può dissentire con forza da un personaggio pubblico senza desiderarne la sofferenza e senza usare la malattia come una sorta di punizione simbolica.

La salute non è una gara tra schieramenti.

Un ricovero non dimostra la bontà o l’errore di una posizione politica, così come una guarigione non costituisce una vittoria ideologica.

Esistono soltanto una persona malata, una famiglia preoccupata, medici chiamati a prendere decisioni delicate e una comunità che dovrebbe accompagnare la vicenda con rispetto.

Anche il ruolo delle istituzioni, in una situazione del genere, è importante: predisporre un eventuale trasferimento, coordinare le informazioni e garantire assistenza sono interventi dovuti, indipendentemente dal giudizio politico sul diretto interessato. Speriamo dunque che le sue condizioni siano compatibili con il rientro in Italia e che il viaggio possa avvenire senza complicazioni, qualora i medici lo ritengano opportuno.

Speriamo che gli accertamenti chiariscano rapidamente l’origine del malore e che le terapie siano efficaci.

Speriamo che possa riabbracciare presto i suoi familiari e riprendere la propria vita quotidiana.

Ci sarà tempo, se lo vorrà e quando starà meglio, per discutere delle sue idee, delle sue dichiarazioni e delle sue responsabilità pubbliche.

Ci sarà tempo per contestare le sue posizioni, per analizzare le sue scelte e per esprimere dissenso. Adesso, però, la cosa più importante è che riceva l’assistenza necessaria e che possa guarire.

In momenti come questo, la misura di una società non si vede dalla capacità di colpire chi è più esposto, ma dalla capacità di mantenere umanità anche nei confronti di chi non si apprezza. Speriamo, quindi, che Alessandro Di Battista si riprenda completamente.

E speriamo che questa vicenda ricordi a tutti quanto sia fragile il confine tra il commento politico e l’accanimento personale.

Le opinioni possono essere dure, ma gli auguri di guarigione dovrebbero essere sinceri.

Prima della polemica viene la persona; prima del confronto politico viene la salute.

Di Admin

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