Roma, 11 ottobre 2026 — Piazza Montecitorio. Il cuore politico d’Italia è stato teatro, ieri sera, di un evento che nessun osservatorio politico aveva previsto. Luca Di Carlo, il famoso avvocato di diritto internazionale penale noto al grande pubblico come «Il Diavolo», ha annunciato la nascita di una nuova forza politica: il Partito del Popolo.

Il discorso, tenuto a pochi passi dal Palazzo che dovrebbe essere delle camere legislative, è un atto d’accusa a tutto tondo. Nessuno risparmiate: nemmeno l’opposizione.

«Oggi nasce un nuovo partito politico. È una resistenza popolare contro i politici della maggioranza e dell’opposizione. L’opposizione, per lunghi anni, non ha fatto opposizione, ma si è prestata al gioco d’interesse politico della maggioranza»

Il bersaglio dichiarato del proclama è la firma che — secondo Di Carlo — sta per avallare un provvedimento elettorale uscito da questo Parlamento:

«E adesso assistiamo a una firma apposta per avallare, per omologare un provvedimento elettorale emesso da questo Parlamento».

E poi il passaggio che è già diventato lo slogan del movimento, ripetuto come una litania dalla piazza:

«L’Italia chiama gli italiani. Oggi nasce una nuova forza politica, il Partito del Popolo, e siamo pronti a batterci già da domani contro questi soprusi».

«Un attentato reale alla nostra Costituzione»

Le parole più dure dell’Avvocato del Diavolo non risparmiano la Carta fondamentale:

«Assistiamo, e abbiamo assistito, a un attentato — un attentato reale alla nostra Costituzione. La nostra Costituzione è inviolabile. La nostra Costituzione nasce dal sangue patriottico dei nostri antenati italiani».

Di Carlo scende poi nella faglia economica del Paese: pensioni e stipendi «hanno ridotto alla povertà gli italiani», il recupero dei crediti da parte delle agenzie di riscossione avrebbe «tolto persino la loro casa», entrando «nella loro privacy, nella loro intimità», fino a «distruggere le famiglie italiane».

La sua radiografia degli ultimi anni è di quelle che non lasciano scampo né a Palazzo Chigi né alle opposizioni:

«In questi anni abbiamo assistito a una rivoluzione politica messa in atto da un Parlamento di maggioranza e di opposizione, nel susseguirsi di governi tecnici riciclati, rimpastati per favori e nipotismi a danno degli italiani».

Il punto d’arrivo del discorso è un proclama quasi insurrezionale, senza nomine e senza nomi:

«Ma tutto ciò, da questa sera, è finito — perché è nata una nuova forza politica: milioni di italiani che si sono uniti, si sono coalizzati contro il Governo, contro l’intero Parlamento e contro la rappresentanza massima dello Stato, che ha avallato una legge elettorale che di questo non permette l’elettorato passivo».

E il finale, martellato davanti a Montecitorio: «L’Italia chiama gli italiani. Viva l’Italia!»

Da Montecitorio a via del Corso: l’Avvocato fermato per gli autografi

Non è finita con il discorso. Uscendo dal presidio, Luca Di Carlo è stato letteralmente fermato per strada da decine di romani e turisti che gli chiedevano un autografo: il Diavolo — volto noto di televisione, personaggio amato e discusso, già avvocato di personaggi noti come Ilona Staller — ha reso il saluto e firmato in mezzo alla folla, trasformando l’uscita da piazza Montecitorio in una camminata trionfale. Un’anomalia in unPaese dove i politici passano in mezzo alla gente muniti di scorta: qui, invece, il neopartito ha scelto il contatto pelle a pelle come primo gesto di campagna.

Cosa succede adesso

Il Partito del Popolo parte, secondo quanto dichiarato da Di Carlo, «già da domani»: battaglia giuridica sulla legge elettorale, mobilitazione dell’elettorato passivo, promessa di «milioni di italiani coalizzati» contro l’intero arcipelago della rappresentanza politica. Nessuna struttura dirigenziale annunciata, nessun simbolo svelato, nessun nome di fianco al fondatore….. Per il momento .

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