
Un particolare e sentito ringraziamento per l’ospitalità, l’accoglienza e la straordinaria sensibilità dimostrate in occasione di questo meraviglioso evento va a Maria Berardi.
Oltre a essere una carissima amica, Maria è soprattutto una grandissima donna: una persona capace di trasformare i valori in azioni concrete, le emozioni in progetti e la solidarietà in una presenza quotidiana accanto a chi ha più bisogno.
È proprio questo spirito ad aver animato la quinta edizione del Premio Nazionale “Liberi e Forti: con sprint nella vita” e del Premio “Kyra”, svoltisi giovedì 15 ottobre nella prestigiosa Sala Tevere della Regione Lazio, a Roma.
Una manifestazione ricca di emozioni, testimonianze e significati, nella quale spettacolo, cultura, inclusione sociale e tutela degli animali si sono incontrati per ricordare a tutti che la dignità non può dipendere dalla condizione fisica, dalle differenze, dalla fragilità o dalle difficoltà economiche.
È stata una serata intensa, partecipata e profondamente coinvolgente.
Una di quelle occasioni in cui i premi non rappresentano semplicemente una targa o un riconoscimento ufficiale, ma diventano il simbolo di percorsi umani, professionali e personali spesso segnati da ostacoli, sofferenze e battaglie. Storie di persone che hanno saputo trasformare le proprie esperienze in una forza capace di generare opportunità, attenzione e speranza per gli altri.
Una manifestazione nata per valorizzare il bene concreto
La manifestazione è stata organizzata da Massimo Meschino, presidente dell’associazione culturale MTM EVENTS, e dalla professoressa Maria Berardi, presidente dell’associazione A Word for Peace, in collaborazione con la 3B Production Film di Pietro Borzacca.
L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio del Consiglio regionale del Lazio e dell’A.N.I.L.D.D., l’Associazione Nazionale Invalidi del Lavoro e Disabilità Diffusa, con il contributo dell’AMBALT, l’Associazione Marchigiana per l’assistenza e la cura dei Bambini Affetti da Leucemia o Tumori.
La presenza di tante realtà differenti ha confermato la ricchezza di un progetto capace di unire mondi diversi, ma accomunati dalla stessa visione: quella di una società nella quale nessuno venga lasciato indietro e nella quale la solidarietà non sia soltanto una parola pronunciata durante una cerimonia, bensì una scelta quotidiana.
I due premi, pur rivolgendosi ad ambiti differenti, condividono infatti una medesima radice: riconoscere il valore della vita, proteggere chi è più fragile e promuovere una cultura fondata sul rispetto.
Da una parte, il Premio “Liberi e Forti” valorizza persone, artisti, professionisti, associazioni e realtà impegnate nell’inclusione e nella promozione delle capacità individuali. Dall’altra, il Premio “Kyra” richiama l’attenzione sulla tutela degli animali, sulla lotta contro la vivisezione, sull’abbandono e sui maltrattamenti.
Due percorsi distinti, ma strettamente collegati da un messaggio comune: la civiltà di una comunità si misura dalla cura che riserva a chi non sempre riesce a difendersi da solo.
“Liberi e Forti”: oltre i limiti, dentro le possibilità
Il Premio Nazionale “Liberi e Forti: con sprint nella vita” nasce con l’obiettivo di valorizzare persone che si sono distinte nei campi della scienza, delle arti, dello spettacolo, della cultura, dell’imprenditoria e dei servizi, unendo alle proprie competenze anche un significativo impegno sociale.
Particolare attenzione viene rivolta al mondo della disabilità e alla necessità di superare una visione ancora troppo limitante, secondo la quale una persona dovrebbe essere definita principalmente dalle proprie difficoltà.
Il messaggio della manifestazione è stato chiaro e importante: la disabilità non cancella il talento, la professionalità, la creatività, l’ambizione e il diritto a partecipare pienamente alla vita sociale.
Per troppo tempo, le persone con disabilità sono state osservate soltanto attraverso ciò che non potevano fare.
Il premio propone invece una prospettiva diversa, più giusta e più autentica: guardare alle capacità, alle competenze, ai sogni e ai risultati raggiunti.
L’inclusione non può ridursi a un gesto di benevolenza o a una concessione.
Non è una parentesi da aprire in occasione di eventi speciali.
È un principio fondamentale, una responsabilità collettiva e un impegno che deve riguardare la scuola, il lavoro, la cultura, lo sport, l’arte e ogni altro spazio della vita quotidiana.
Una società è davvero inclusiva quando offre opportunità reali, accessibilità, sostegno e strumenti adeguati.
Quando non si limita a celebrare chi riesce a emergere nonostante gli ostacoli, ma lavora affinché quegli ostacoli vengano rimossi.
Una conduzione capace di accompagnare le emozioni
A guidare il pubblico nel corso della serata è stato l’attore e presentatore Jano Di Gennaro, affiancato da Valeria Meliota, che ha curato la lettura delle motivazioni.
La consegna dei riconoscimenti è stata affidata alla madrina Benedetta Cantinelli, vincitrice nazionale della categoria Ragazze Teen della settima edizione 2026 del concorso inclusivo “Una Ragazza, un Ragazzo e un Bambino per lo Spettacolo”.
La conduzione ha accompagnato con equilibrio i diversi momenti della manifestazione, alternando la solennità delle premiazioni alla partecipazione emotiva suscitata dalle testimonianze e dai filmati dedicati ai protagonisti.
L’apertura dei lavori è stata caratterizzata dai saluti istituzionali del consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Lazio, Fabio Capolei, della dottoressa Pina Stabile, appartenente allo stesso Ufficio di Presidenza, e di Pasquale Marasco, presidente dell’A.N.I.L.D.D.
Gli interventi hanno contribuito a sottolineare l’importanza di iniziative capaci di mantenere alta l’attenzione sui temi dell’inclusione, della disabilità e della partecipazione sociale.
Perché parlare di inclusione significa parlare di diritti. Significa ricordare che ogni persona deve poter vivere, lavorare, studiare, esprimersi e costruire il proprio futuro senza essere ostacolata da pregiudizi, barriere architettoniche o discriminazioni.
I premiati: tante storie, un unico desiderio di costruire il bene
L’elenco dei premiati ha restituito un quadro ricco e variegato.
Artisti, professionisti, associazioni e persone impegnate nel sociale sono stati accomunati dalla volontà di mettere talento, esperienza e sensibilità al servizio della collettività.
Tra i riconoscimenti figurano quelli assegnati all’attrice, presentatrice e showgirl Antonella Salvucci, alla preside dell’Istituto Morgagni di Roma, professoressa Patrizia Chelini, e a Sabrina Morelli, scrittrice, giornalista e conduttrice radiofonica.
Un premio è stato conferito anche al cantautore con disabilità Andrea Spuntarelli, la cui presenza ha ricordato quanto la musica possa rappresentare uno strumento di libertà, espressione e partecipazione.
La musica, infatti, è capace di superare barriere e differenze. Attraverso una canzone, una melodia o una performance, ogni persona può raccontare la propria identità, le proprie emozioni e il proprio modo di guardare il mondo.
Spazio anche all’associazione “Insieme Vocale e strumentale Chiaroscuro” e ai “Magnifi Quattro”, gruppo composto da Diego Melis, Marta Alfani, Lorenzo Colaci e Ludovica Scandorza, attori e ballerini con disabilità vincitori della categoria recitazione della prima competizione artistica inclusiva dei giochi pitici PHYTIKA.
Tra i protagonisti della manifestazione anche Julia Vigliarolo, cantautrice vincitrice del premio della critica e del secondo posto alla competizione Pythika; i ballerini Giusy Sbaglio e Giuseppe Guercia, vincitori della categoria danza; ed Emanuela Annini, attrice premiata con il riconoscimento Mari nella stessa competizione.
Sono stati inoltre premiati gli attori Alessandro Tiberi e Tiziano Donnici, insieme a Susy Zanon, responsabile delle relazioni esterne dell’Accademia L’Arte nel Cuore.
