
Non è solo un attaccamento personale o legami istituzionali a spingermi a esprimere questo pensiero: è una questione di lealtà storica e intellettuale.
Con incredulità, osservo come certi intellettuali, che sembrano emersi da chissà dove, si affannino a pontificare contro l’America dai salotti buoni e dalle diverse platee televisive.
Quello che considero ancor più allarmante è il modo in cui vomitano luoghi comuni e falsità storiche, dipingendo la realtà con colori distorti.
Questi individui si presentano come “coscienze critiche”, mentre in realtà non fanno altro che ripetere slogan ideologici preconfezionati, spesso perfettamente allineati a narrazioni finanziate da circuiti noti, molti dei quali fanno capo a figure come George Soros.

Non si può ignorare il fatto che questa manipolazione serve a stravolgere il senso della nostra storia e la nostra memoria collettiva, trasformando verità consolidate in menzogne utili a scopi politici.
#### I FATTI, NON LE CHIACCHIERE
Quando sento parlare degli americani come simbolo del male assoluto, provo una profonda sensazione di ingratitudine e di miseria intellettuale.
Queste affermazioni ignorano o, peggio, fingono di ignorare un secolo di fatti storici ampiamente documentati.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, senza l’intervento degli Stati Uniti, l’Italia non sarebbe stata liberata dal nazifascismo tra il 1943 e il 1945.
Migliaia di soldati americani hanno sacrificato le proprie vite sul nostro territorio; questi uomini non erano invasori, ma liberatori, venuti a restituire dignità e libertà a un popolo oppresso.
Post-bellico, il Piano Marshall non fu semplicemente propaganda o beneficenza, ma piuttosto una visione strategica che salvò l’Italia dalla fame, dal collasso industriale e dall’anarchia sociale.

Le infrastrutture ricostruite, le fabbriche riorganizzate, l’agricoltura rinvigorita e il credito assicurato: la rinascita italiana deve molto a questo intervento, nonostante le obiezioni dei revisionisti da salotto.
Durante la Guerra Fredda, grazie all’ombrello protettivo della NATO, l’Europa occidentale ha potuto godere di sicurezza, stabilità e pace.
Senza quel delicato equilibrio, l’Italia non sarebbe stata una democrazia prospera, ma piuttosto un campo di battaglia perpetuo tra potenze rivali.
#### IL FANGO MEDIATICO
Purtroppo, la situazione è ulteriormente aggravata da certi personaggi che trovano sempre spazio nei salotti televisivi, in particolare su quelle reti che si autodefiniscono “indipendenti”.
Qui viene sistematicamente diffuso fango sugli Stati Uniti, utilizzando toni sprezzanti e caricaturali.
Si parla di imperialismo, guerre, dominio, ma senza mai contestualizzare le questioni storiche, evitando di considerare le responsabilità condivise e i benefici concreti che sia l’Italia che l’Europa hanno tratto dall’alleanza atlantica.
Questa narrazione è comoda, costruita per solleticare le emozioni di un pubblico già ideologicamente predisposto, ma è profondamente disonesta.

Si critica l’America dal caldo divano di casa, godendo delle libertà, del benessere e della sicurezza che quel medesimo Occidente, tanto disprezzato, ha garantito.
Questa non è analisi geopolitica; è propaganda di basso livello, fatta di slogan, omissioni e rancore.
#### LA MANIPOLAZIONE IDEOLOGICA
Coloro che si presentano come illuminati rispetto alla nostra storia riscrivono la verità per inconvenienza o convenienza.
Trasformano un alleato storico in un nemico giustificato, mentre assolvono o tacciono riguardo regimi e potenze che non hanno mai garantito libertà né prosperità ai loro popoli.
È il classico atteggiamento di chi vive grazie a un sistema che odia, ma dal quale non rinuncerebbe mai a trarre vantaggio.
#### LA VERITÀ RESTA
La storia non è soggettiva o opinabile. La verità è semplice e lineare: i documenti, i morti, gli investimenti e le alleanze narrano una realtà chiara.

L’Italia moderna, con tutte le sue contraddizioni e debolezze, esiste anche grazie all’aiuto americano. Negare questa verità non è atto di coraggio; è sinonimo di disonestà intellettuale.
Chi ama davvero questo Paese dovrebbe coltivare almeno una virtù: quella del rispetto per la verità storica.
Negare i fatti o travisarli serve solo a costruire castelli di carte ideologiche che, alla fine, si sfaldano di fronte alla forza ineluttabile della storia.
Tutto il resto è solo propaganda servita dai pagliacci di turno, che si passano il microfono in un ciclo infinito di rancore e disinformazione.
Per quanto riguarda la mia opinione personale, continuerò sempre a dire e a scrivere grazie agli Stati Uniti d’America.
Perché l’ingratitudine storica e la menzogna ideologica non possono oscurare le luci dei sacrifici e delle conquiste che, insieme, abbiamo ottenuto.
È tempo di recuperare la memoria e di onorare la verità.

