
La comunità Serba di San Nicolò D’ Arcidano
Nuovi fedeli per la nostra chiesa Ortodossa Italiana Decanato della Sardegna. Ho conosciuto Sabrina perché chiamato a benedire sua nonna che era defunta, officiando il rito nella
camera mortuaria dell’ Ospedale Brotzu a Cagliari. Oggi ho percorso 85 chilometri sino a San Nicolò d’ Arcidano per la benedizione delle famiglie. Sono stato accolto, accompagnato dalla lettrice
Patrizia, da una bellissima comunità di circa 90 persone e molti bambini di origine Serba, profondamente religiosa, laboriosa, e coesa. Nei prossimi giorni, dopo una festa della comunità, che si terrà il 20 Gennaio, ammistreremo i sacramenti del Battesimo e della Cresima.
Ringrazio il Signore per questo bellissimo incontro. Sabrina Milanovic , italiana e vive in un “campo rom” a San Nicolò d’Arcidano, in provincia di Oristano, in Sardegna. È stanca dei pregiudizi e degli stereotipi negativi diffusi nei confronti della sua comunità e vorrebbe impegnarsi per promuovere e valorizzare i diritti dei rom nella sua cittadina e nel
resto d’Italia. In una intervista disse:
«Io voglio fare qualcosa in prima persona per combattere contro i pregiudizi nei confronti del mio popolo, per affermare i nostri diritti e per promuovere un’immagine differente di noi».
A San Nicolò d’Arcidano, la comunità rom è costituita da circa un centinaio di persone, il 3,5% della
popolazione totale, composta da 2.800 abitanti. Dal 2011 i rom vivono in un nuovo “campo” dopo che
un incendio aveva distrutto l’insediamento provvisorio in cui viveva la comunità. Sabrina non vorrebbe vivere in un “campo” ma in una casa come ogni altro cittadino italiano.
«Vivere in un campo vuol dire vivere la vita in maniera amplificata. Le casette sono tutte attaccate e
non hai un minimo di privacy».
Nel “campo” di San Nicolò d’Arcidano, “campo” realizzato dal Comune, gli abitanti rom vivono in
baracche di 40 mq ciascuna all’interno delle quali, in alcuni casi, arrivano a dividere lo spazio anche
11 persone.
Per Sabrina la strada per rafforzare i diritti delle comunità rom passa attraverso il lavoro.
«Bisogna che anche i rom abbiano opportunità lavorative. Questo servirà a combattere i pregiudizi, a
favorire l’integrazione e il vivere insieme. In questo modo potremo non essere più giudicati per quello
che non siamo»
Monsignor Roberto Pinna Corepiscopo Ortodosso decanato della Sardegna della Chiesa Ortodossa Italiana
