
Quattro paesi europei neutrali, Austria, Irlanda, Malta e Svizzera, hanno inviato una lettera all’Alleanza del Nord Atlantico proponendo una maggiore cooperazione.
Molti analisti interpretano la mossa come finalizzata ad una futura e totale adesione.
Dopo l’ingresso ufficiale di Finlandia e Svezia nella NATO, questi Stati neutrali intendono posizionare il loro gruppo come WEP4 (Western European Partners 4).
Nella loro lettera all’Alleanza, gli Stati dell’alleanza informale si descrivono come “i partner più stretti del blocco nel perseguimento dei valori comuni” e sottolineano la “crescente importanza” della loro partnership con la NATO nel periodo attuale per la crescente instabilità del continente europeo.
Nella lettera i paesi WEP4 dichiarano l’intenzione di aumentare la loro partecipazione alle manovre militari della NATO, comprese le esercitazioni di risposta alle crisi.
I paesi neutrali vorrebbero ottenere “un accesso privilegiato ai documenti e alle informazioni della NATO”, aumentare la condivisione dell’intelligence e stabilire una cooperazione con l’alleanza nei settori della sicurezza informatica, della protezione delle infrastrutture critiche e della lotta alle “nuove tecnologie dirompenti”.
Austria e Svizzera, con le loro forze aeree, appartengono già da tempo ad alcune istituzioni operative ed addestrative della NATO come ad esempio la Nato Tiger Association o la European Air Defence System Sky Shield.
Il concetto di neutralità, sia militarmente che giuridicamente, ha perso il suo barlume di fronte all’aggressione della Russia.
A livello globale, si stanno espandendo alleanze e nuove partnership in reazione a un contesto di sicurezza in rapida evoluzione.
I paesi stanno cercando nuovi vantaggi comparativi. Il trasferimento della NATO a Ginevra, dove sarà aperto tra breve un ufficio di rappresentanza, potrebbe non essere una minaccia esistenziale alla storica neutralità svizzera e austriaca (l’Austria fa parte, però, della Comunità europea), ma fa parte di un nuovo ragionamento evolutivo della neutralità.
La mossa di queste quattro piccole nazioni europee può essere interpretata come una conseguenza diretta dell’invasione russa dell’Ucraina e degli sviluppi strategici che la sua conclusione, qualunque sia, potrà determinare.
Un sondaggio, realizzato alla fine di marzo in Irlanda, ha evidenziato come la maggior parte dei cittadini sia a favore di un aumento delle spese militari e come il 48% dei cittadini voglia entrare a far parte della Nato.
In Svizzera membri del governo sostengono che “di recente qualcosa è mutato”.
L’aggressione russa all’Ucraina sembra aver lasciato il segno in Svizzera, dove Paelvi Pulli, responsabile della Politica di Sicurezza al ministero della Difesa, ha recentemente dichiarato che “di recente qualcosa è mutato nell’interpretazione della neutralità elvetica”.
