# Roma di notte, Schiuma (FdI) e UGL Sicurezza Civile: «La sicurezza è una cosa seria».

Presentato accesso agli atti sui costi dei Tutor della Notte

**ROMA** – «Caro Gualtieri, la sicurezza è una cosa seria.

La notte di Roma merita risposte concrete, non soltanto gazebo e bottigliette d’acqua».

È quanto dichiarano, in una nota congiunta, **Fabio Schiuma**, responsabile del Dipartimento “La Città della Notte” di Fratelli d’Italia-Roma, e **UGL Sicurezza Civile**, intervenendo sul progetto dei **Tutor della Notte** promosso da Roma Capitale.

Secondo i firmatari della nota, l’iniziativa può svolgere una funzione di informazione e assistenza, ma non può essere presentata come una soluzione ai problemi di sicurezza che interessano la movida romana.

«I Tutor della Notte – sottolineano Schiuma e UGL Sicurezza Civile – possono fornire supporto, orientamento e informazioni ai cittadini, ma non sono operatori di sicurezza, non hanno poteri di intervento e non possono affrontare situazioni come risse, aggressioni, spaccio, vandalismo e violenzaᄏ.



Il tema, sostengono, non riguarda l’utilità in sé delle attività di assistenza, bensì il rischio che esse vengano utilizzate per sostituire una presenza professionale e strutturata sul territorio.

«La sicurezza notturna – prosegue la nota – richiede competenze, responsabilità definite, coordinamento operativo e capacità di intervento.

Non è sufficiente predisporre un punto di assistenza o distribuire acqua per sostenere di avere affrontato il problema della sicurezza nelle strade e nei luoghi della movidaᄏ.

Gli esponenti criticano quindi quella che definiscono la strategia comunicativa dell’amministrazione capitolina.

«Dopo i kit antisbornia per insegnare ai ragazzi a vomitare meglio – affermano – mancavano soltanto gazebo e bottigliette d’acqua per completare il modello di sicurezza notturna del Campidoglioᄏ.

Una valutazione che Schiuma e UGL estendono più in generale alle politiche messe in campo da Roma Capitale per la gestione della notte.

«La prevenzione – si legge nella nota – non può essere ridotta a campagne simboliche o a iniziative prive di una reale capacità di incidere sulle situazioni di rischio.

Servono un progetto complessivo e una strategia integrata, in grado di mettere insieme sicurezza urbana, trasporti, presidio del territorio, prevenzione sanitaria e collaborazione con gli operatori economiciᄏ.

Tra le priorità indicate figurano «la prevenzione professionale, il coordinamento costante con le Forze dell’Ordine, l’utilizzo di tecnologie e sistemi di videosorveglianza, il rafforzamento del trasporto pubblico notturno e il coinvolgimento degli operatori della sicurezza privataᄏ.



Per i promotori dell’iniziativa, la sicurezza della notte deve essere affrontata attraverso una rete di soggetti e competenze, senza sovrapposizioni e senza confondere ruoli diversi.

«I volontari e gli operatori impegnati nell’assistenza possono rappresentare una risorsa – precisano – ma non possono essere chiamati a svolgere compiti che spettano alle Forze dell’Ordine o a personale qualificato.

Informare e assistere è una cosa; prevenire e gestire situazioni di pericolo è un’altraᄏ.

La nota richiama anche la direzione intrapresa dalla **Regione Lazio** con la proposta sulla sicurezza integrata. «Si tratta – dichiarano Schiuma e UGL Sicurezza Civile – di un’impostazione che punta a costruire protocolli specifici per la sicurezza notturna e prevede un “Pass per la sicurezza”, finalizzato a favorire l’impiego di guardie particolari giurate sui mezzi pubbliciᄏ.

Secondo gli autori della denuncia, il trasporto pubblico rappresenta uno dei punti centrali della sicurezza urbana.

«Non si può parlare di notte sicura – osservano – se migliaia di cittadini, lavoratori e giovani non hanno la possibilità di spostarsi con mezzi pubblici affidabili, controllati e adeguatamente presidiati.

La sicurezza deve accompagnare le persone lungo tutto il percorso: dai luoghi di intrattenimento alle fermate, dalle stazioni ai mezzi di trasportoᄏ.

Nel mirino finiscono anche i costi del progetto dei Tutor della Notte.

Roma Capitale ha annunciato la possibilità di impiegare fino a **150 Tutor**, mentre nella prima fase sarebbero stati selezionati circa

**60 volontari**, attraverso **12 Enti del Terzo Settore**.


«Vogliamo fare chiarezza sulle risorse impiegate e sui risultati ottenuti», affermano Schiuma e UGL Sicurezza Civile.

«L’avviso prevede rimborsi fino a 5.100 euro per équipe, riferiti a 17 turni, con un massimale di 300 euro a squadra per serata.

È quindi necessario conoscere quanto sia stato effettivamente speso, quali somme siano state riconosciute e quali risultati siano stati prodottiᄏ.

Per questo motivo è stato presentato un **accesso agli atti a Roma Capitale**.

La richiesta mira a ottenere la documentazione relativa all’organizzazione, alla gestione economica e all’attuazione del progetto.

In particolare, i promotori chiedono di conoscere:

– la graduatoria degli enti selezionati;
– le convenzioni sottoscritte con i 12 Enti del Terzo Settore;
– il numero di équipe costituite;
– il numero di Tutor effettivamente impiegati;
– i calendari e i turni svolti;
– gli impegni di spesa assunti dall’amministrazione;
– gli importi riconosciuti ai singoli enti;
– le rendicontazioni presentate;
– le determine di liquidazione;
– le somme effettivamente pagate;
– eventuali economie, variazioni o integrazioni di spesa;
– i finanziamenti previsti per la prosecuzione del progetto.

«L’annuncio di un numero massimo di Tutor – sostengono – non è sufficiente a comprendere la reale portata dell’iniziativa. Occorre distinguere tra il numero potenziale degli operatori, quello previsto nei progetti, quello effettivamente impiegato e quello rendicontato. Solo attraverso dati ufficiali sarà possibile verificare la corrispondenza tra gli obiettivi dichiarati e l’attuazione concretaᄏ.

L’accesso agli atti, aggiungono, è finalizzato anche a verificare il rapporto tra risorse pubbliche impiegate e attività svolte.

«Non contestiamo in astratto la possibilità di fornire assistenza ai cittadini durante la notte – si legge nella nota – ma riteniamo doveroso capire quanto sia costato il progetto, quali siano state le modalità di selezione degli enti, quanti turni siano stati realmente effettuati e quale sia stata la ricaduta concreta sul territorioᄏ.

Per Schiuma e UGL Sicurezza Civile, la trasparenza sui costi è indispensabile, soprattutto quando l’amministrazione presenta un progetto come parte della propria politica di sicurezza urbana.

«Quando un’iniziativa viene finanziata con risorse pubbliche e viene collegata al tema della sicurezza – dichiarano – i cittadini hanno il diritto di conoscere ogni elemento: stanziamenti, affidamenti, rimborsi, prestazioni rese e risultatiᄏ.

La richiesta di documentazione, secondo i promotori, non rappresenta soltanto un’azione di controllo amministrativo, ma anche uno strumento per valutare l’efficacia delle scelte compiute dal Campidoglio.

«Dobbiamo capire se le somme impegnate siano state utilizzate in modo coerente con gli obiettivi, se il progetto abbia avuto una copertura adeguata e se la sua prosecuzione sia giustificata da risultati verificabiliᄏ.

La nota richiama quindi l’amministrazione capitolina a una maggiore chiarezza. «Non è sufficiente comunicare l’attivazione di un servizio o indicare un numero massimo di volontari.

È necessario spiegare come il servizio sia stato organizzato, dove sia stato operativo, con quale frequenza, in quali orari e con quali strumenti di monitoraggioᄏ.

Un ulteriore elemento di criticità riguarda, secondo Schiuma e UGL, la distinzione tra percezione di sicurezza e sicurezza effettiva. «Un gazebo può offrire un punto di riferimento, una bottiglietta d’acqua può essere utile in una situazione di disagio e un volontario può svolgere un’importante funzione di ascolto.

Ma nessuno di questi strumenti può sostituire la presenza di personale in grado di intervenire in caso di pericoloᄏ.

La denuncia si concentra soprattutto sulle situazioni più gravi che si verificano in alcune aree della città durante le ore notturne. «Risse, aggressioni, spaccio, furti, danneggiamenti e episodi di violenza – affermano – richiedono un presidio qualificato e un collegamento diretto con le Forze dell’Ordine.

Non si può chiedere a volontari privi di poteri e di specifica formazione di gestire scenari che presentano rischi per l’incolumità delle persone….

Di Admin

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