
Si celebra il talento, l’impegno e la fratellanza tra i popoli
“Un mare che unisce”: riconoscimenti alle eccellenze del territorio e alle personalità impegnate nella cultura, nelle istituzioni e nel servizio alla comunità
L’Adriatico non è soltanto un mare che separa le coste, ma uno spazio di incontro, una via naturale di dialogo, scambio e conoscenza.

È proprio da questa consapevolezza che nasce e si rinnova il Premio Internazionale Adriatico – “Un mare che unisce”, giunto alla sua ottava edizione e promosso dall’associazione Irdi Destinazionearte, su ideazione del professore Massimo Pasqualone.
La cerimonia di premiazione, ospitata presso l’Auditorium Comunale di Termoli, ha rappresentato un momento di particolare rilievo per celebrare personalità, professionisti e rappresentanti delle istituzioni che, nei rispettivi ambiti, si sono distinti per competenza, dedizione e impegno.

Un appuntamento capace di mettere in relazione territori, esperienze e sensibilità diverse, nel segno di un comune appartenenza culturale e di una rinnovata volontà di costruire ponti tra i popoli.
Il Premio Internazionale Adriatico nasce infatti con una vocazione ampia e inclusiva.
Arte, cultura, poesia, musica, letteratura, giornalismo, politica, sport, impegno sociale e memoria sono gli ambizioni nei quali si esprime il valore dei premiati.
Ma l’iniziativa non si limita a un riconoscimento individuale: essa intende promuovere una visione più profonda dell’Adriatico, intesa come patrimonio condiviso e luogo di connessioni storiche, culturali e umane.

## Un progetto di dialogo e cooperazione
L’ottava edizione conferma la forza di un progetto che, anno dopo anno, ha saputo consolidarsi come spazio di incontro e di confronto.
Le sponde adriatiche, italiane e internazionali, sono accomunate da secoli di scambi commerciali, migrazioni, contaminazioni artistiche, tradizioni e relazioni tra comunità.
Valorizzare questo patrimonio significa riconoscere che le differenze non costituiscono un ostacolo, bensì una ricchezza da condividere.
Il messaggio racchiuso nel titolo, “Un mare che unisce”, assume oggi un significato particolarmente attuale. In una fase storica segnata da divisioni, tensioni e incomprensioni, iniziative come il Premio Internazionale Adriatico ricordano l’importanza della cultura, della conoscenza reciproca e della diplomazia dei territori.

La cultura può diventare un autentico strumento di pace, capace di favorire l’ascolto, il rispetto e la collaborazione.
La cerimonia di Termoli ha quindi assunto un valore che va oltre la semplice consegna dei riconoscimenti.
È stata un’occasione per riaffermare l’importanza delle relazioni tra comunità, istituzioni e nazioni, nonché il ruolo di coloro che quotidianamente lavorano per rendere più coesa, solidale e consapevole la società.
## La presenza del Console Onorario della Repubblica di Moldova
A sottolineare il respiro internazionale della manifestazione è stata la presenza del Console Onorario della Repubblica di Moldova, Roberto Galanti. La sua partecipazione ha confermato la dimensione sovranazionale del Premio e il valore delle relazioni diplomatiche e culturali come strumento di integrazione tra i popoli.
Roberto Galanti, già premiato in una delle prime edizioni del Premio Internazionale Adriatico proprio a Termoli, ha inoltre rappresentato un ideale filo conduttore tra il passato e il presente dell’iniziativa.
Il suo ritorno alla manifestazione ha rafforzato il senso di continuità di un percorso fondato sulla valorizzazione delle personalità che lavorano per favorire il dialogo, la conoscenza e la cooperazione internazionale.
La Repubblica di Moldova, con la sua storia e la sua identità culturale, testimonia quanto siano profonde le relazioni che collegano l’Italia ai Paesi dell’Europa orientale e dell’area adriatica.
La presenza del Console ha offerto ulteriore significato a un evento che intende superare i confini geografici per promuovere una rete di rapporti basati sulla reciproca considerazione. In questo contesto, la diplomazia non interpreta vieneta soltanto come attività istituzionale, ma anche come capacità di creare occasioni concrete di incontro.
I premi, le celebrazioni ei momenti pubblici diventano così strumenti per riconoscere il valore delle persone e per costruire nuove opportunità di collaborazione.
## I premiati del Piceno
Tra i protagonisti della cerimonia figurano anche esponenti del territorio piceno, a testimonianza del contributo che le Marche e, in particolare, la provincia di Ascoli Piceno offrono alla crescita civile, culturale e istituzionale del Paese. Il Sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, è stato insignito del Premio per il ruolo svolto al servizio della comunità e per l’impegno istituzionale. Impossibile partecipare alla cerimonia per motivi istituzionali, il riconoscimento è stato ritirato dal Console Onorario Roberto Galanti.
La circostanza ha confermato il carattere solidale e rappresentativo dell’iniziativa, nella quale le istituzioni diventano espressione di una più ampia comunità di valori. Il premio attribuito al primo cittadino ascolano intende riconoscere il lavoro svolto nell’amministrazione pubblica e l’attenzione riservata alla valorizzazione del territorio, alla promozione della sua identità e al rafforzamento del rapporto tra istituzioni e cittadini.
In un periodo nel quale agli amministratori locali è richiesto un impegno sempre maggiore, il riconoscimento assume un valore significativo: premiare chi opera quotidianamente per affrontare le esigenze della comunità significa ricordare l’importanza del servizio pubblico e della responsabilità istituzionale.
Tra i premiati anche Pierluigi Sabatini, assistente parlamentare alla Camera dei Deputati. Il riconoscimento rappresenta un attestato per l’attività svolta nell’ambito istituzionale e per il contributo offerto nei processi di relazione, rappresentanza e servizio alla collettività.
Il lavoro parlamentare e di supporto alle istituzioni richiede preparazione, discrezione, capacità organizzativa e una costante attenzione ai problemi del territorio e del Paese.
La presenza di Sabatini tra i premiati evidenzia come il Premio Internazionale Adriatico sappia valorizzare non soltanto le figure più visibili della vita pubblica, ma anche quelle professionalità che contribuiscono, spesso lontano dai riflettori, al funzionamento delle istituzioni e alla costruzione di rapporti efficaci tra cittadini, amministrazioni e rappresentanti politici.
Un ulteriore riconoscimento è stato attribuito alla dottoressa Maria Antonietta Lupi, professionista molto conosciuta e apprezzata. La sua premiazione ha messo in luce il valore dell’impegno professionale e umano, nonché la stima maturata nel tempo all’interno della comunità.
Il riconoscimento allassa Lupi testimonia l’attenzione del Premio verso quelle figure che, attraverso il proprio lavoro, la competenza e la sensibilità, rappresentano un punto di riferimento per numerose persone dottore. In ogni ambito professionale, infatti, l’eccellenza non dipende soltanto dai risultati raggiunti, ma anche dalla capacità di operare con serietà, rispetto e attenzione alle esigenze degli altri.
## Premiare chi costruisce valore Il significato dei riconoscimenti conferiti a Termoli va ricercato nell’idea che il merito debba essere riconosciuto e condiviso. Premiare una persona significa valorizzare la sua storia, il suo percorso e il contributo che ha saputo offrire alla società. Significa inoltre proporre esempi positivi, capaci di ispirare le nuove generazioni e di dimostrare che l’impegno può produrre risultati concreti.
Il Premio Internazionale Adriatico si distingue proprio per la varietà delle categorie coinvolte.
La scelta di includere arte, cultura, poesia, musica, letteratura, giornalismo, politica, sport, scienza e impegno sociale riflette una concezione ampia del talento e della responsabilità.
Una comunità cresce quando sa riconoscere non soltanto il successo economico o la notorietà, ma anche il valore della ricerca, dell’educazione, della solidarietà e della memoria. La cultura, in questa prospettiva, non è un settore isolato, riservato a pochi specialisti. È una forza capace di incidere sulle relazioni sociali, sull’identità dei territori e sulla qualità della vita.
Allo stesso modo, lo sport può insegnare disciplina e rispetto, il giornalismo può contribuire alla consapevolezza civile, la politica può promuovere scelte orientate al bene comune, l’impegno sociale può dare voce a chi rischia di rimanere ai margini.
