#  L’italiano che raggiunse il porto di New York 85 anni prima di Henry Hudson

La maggior parte dei newyorkesi conosce il **Verrazzano-Narrows Bridge**, il grande ponte sospeso che collega Brooklyn e Staten Island.

Molti, tuttavia, ignorano la storia dell’uomo al quale è intitolato: **Giovanni da Verrazzano**, navigatore fiorentino che, nel 1524, raggiunse l’area dell’attuale porto di New York, ben 85 anni prima dell’arrivo di Henry Hudson.

La sua vicenda appartiene alla grande stagione delle esplorazioni oceaniche, ma è anche una storia complessa, segnata da ambizioni politiche, incontri tra popoli, violenze e tragici interrogativi sulle responsabilità degli esploratori europei.

## Un navigatore toscano al servizio della Francia

Giovanni da Verrazzano nacque probabilmente intorno al **1485**, nei pressi di Firenze.

Le informazioni sulla sua giovinezza sono scarse, ma sappiamo che maturò esperienza nella navigazione e nei commerci marittimi, probabilmente nel Mediterraneo e lungo le coste dell’Europa occidentale.

Era italiano, ma la sua carriera si sviluppò soprattutto sotto la bandiera francese.

All’inizio del XVI secolo, le monarchie europee erano impegnate in una competizione sempre più intensa per il controllo delle rotte oceaniche e dei territori d’oltremare.

Spagna e Portogallo avevano aperto la strada, mentre Francia e Inghilterra cercavano di recuperare terreno.

Il re di Francia **Francesco I** affidò a Verrazzano una missione ambiziosa: esplorare le coste dell’America settentrionale e individuare un passaggio marittimo verso l’Asia.

L’obiettivo era trovare una rotta occidentale per raggiungere le ricche terre dell’Estremo Oriente, evitando il controllo iberico delle principali vie oceaniche.

Nel 1523 Verrazzano partì con una piccola flotta.

Solo una delle navi, la **Dauphine**, riuscì a proseguire il viaggio verso il continente americano.

A bordo si trovavano circa cinquanta uomini.

## L’arrivo sulla costa nordamericana

La traversata dell’Atlantico fu lunga e rischiosa.

Nel marzo del 1524 Verrazzano raggiunse la costa dell’attuale **Carolina del Nord**.

Da lì iniziò a navigare verso nord, seguendo il profilo della costa e osservando i paesaggi, gli insediamenti e le popolazioni indigene.

Il 17 aprile 1524 arrivò davanti a quella che oggi conosciamo come la baia di New York.

La sua nave non entrò necessariamente nel porto interno secondo il significato moderno del termine, ma raggiunse l’area degli stretti oggi chiamati **Narrows**, il passaggio che separa Brooklyn da Staten Island e collega la baia superiore con quella inferiore. Verrazzano descrisse il luogo come un’area di straordinaria bellezza, caratterizzata da colline, acque profonde e numerosi corsi d’acqua.

La sua nave rimase al largo, mentre una piccola imbarcazione si avvicinava alla costa per esplorare il territorio.

Gli abitanti indigeni della regione osservarono con curiosità l’arrivo degli stranieri.

Secondo il resoconto di Verrazzano, alcuni si avvicinarono alle navi con le loro canoe.

Questi incontri, tuttavia, non devono essere letti soltanto come episodi pittoreschi di curiosità reciproca.

Erano il primo contatto tra comunità con sistemi culturali, tecnologici e politici profondamente diversi, all’interno di un processo che avrebbe avuto conseguenze drammatiche per i popoli indigeni.

Verrazzano diede alla regione il nome di **Angoulême**, in onore del re Francesco I, che era anche conte di Angoulême prima di salire al trono.

Naturalmente, quella terra non era vuota né “scoperta” dagli europei.

L’area era abitata da popolazioni indigene da migliaia di anni.

Tra queste vi erano gli antenati dei **Lenape**, che vivevano nella regione e disponevano di proprie comunità, reti commerciali, tradizioni politiche e conoscenze del territorio molto prima dell’arrivo delle navi europee.

## Dalla baia di New York al New England

Dopo aver esplorato l’area di New York, Verrazzano continuò a dirigersi verso nord.

Passò lungo le coste dell’attuale Rhode Island e del New England, raggiungendo poi regioni che oggi corrispondono al Maine, alla Nuova Scozia e a Terranova.

Durante il viaggio osservò baie, insenature, isole e promontori.

Cercava un grande passaggio verso ovest: una via navigabile che potesse condurre all’Asia.

Come altri esploratori del suo tempo, Verrazzano pensava che il continente nordamericano potesse essere relativamente stretto e che, oltre la costa, si trovasse un collegamento con l’oceano Pacifico.

Questa speranza si rivelò infondata.

Il passaggio non fu trovato, ma il viaggio produsse informazioni importanti sulla conformazione della costa atlantica.

Le sue osservazioni furono raccolte in una celebre lettera indirizzata a Francesco I, documento fondamentale per conoscere il percorso della spedizione.

Il resoconto presenta la costa nordamericana come una terra ricca, fertile e piena di possibilità.

Verrazzano descrive foreste, fiumi, colline e popolazioni indigene.

Come molti scritti europei dell’epoca, tuttavia, interpreta ciò che vede attraverso gli interessi della monarchia francese: le terre vengono valutate anche in base alle loro potenzialità economiche e coloniali.

## La tensione tra esplorazione e conquista

La figura di Verrazzano non può essere separata dal contesto storico in cui visse.

Le spedizioni oceaniche europee erano presentate come viaggi di conoscenza, ma spesso preparavano il terreno alla conquista, allo sfruttamento delle risorse e alla subordinazione delle popolazioni locali.

Nel corso dei suoi viaggi, Verrazzano e i suoi uomini entrarono in contatto con diverse comunità indigene.

Alcuni incontri furono pacifici, altri furono segnati dalla diffidenza.

In un episodio raccontato dallo stesso navigatore, un ragazzo indigeno di circa otto anni sarebbe stato condotto a bordo con l’intenzione di portarlo in Francia.

Il ragazzo, tuttavia, venne poi abbandonato o lasciato sulla costa, perché il comandante ritenne troppo difficile portarlo via. L’episodio è significativo perché mostra la distanza tra la curiosità geografica dell’esploratore e la realtà umana degli incontri.

Per gli europei, il ragazzo poteva essere considerato una fonte di informazioni o una curiosità; per la sua comunità, era una persona sottratta al proprio ambiente e sottoposta a una situazione completamente estranea.

## Gli ultimi viaggi e la morte

Dopo il ritorno in Francia, Verrazzano continuò a dedicarsi alla navigazione.

Le informazioni sui suoi ultimi anni sono meno certe e provengono spesso da fonti posteriori, talvolta contraddittorie.

Secondo alcune relazioni, durante un viaggio nei Caraibi Verrazzano e alcuni dei suoi uomini sarebbero stati attaccati dagli abitanti di un’isola.

Le versioni più drammatiche raccontano che il navigatore venne catturato e ucciso e che il suo corpo fu divorato sotto gli occhi del resto dell’equipaggio, rimasto sulle navi al largo.

Questi racconti non sono stati confermati in modo definitivo.

È possibile che siano stati esagerati o deformati nel corso del tempo, anche perché i resoconti europei tendevano spesso a descrivere le popolazioni indigene attraverso stereotipi di barbarie e violenza.

Le circostanze esatte della morte di Giovanni da Verrazzano restano quindi incerte.

Ciò che appare probabile è che la sua ultima spedizione si sia conclusa tragicamente, lontano dall’Europa e dai centri politici che avevano sostenuto le sue imprese.

## Un nome rimasto sulla mappa

Per secoli Verrazzano rimase una figura relativamente poco conosciuta al grande pubblico.

La sua memoria tornò però a essere visibile negli Stati Uniti nel XX secolo, quando si decise di costruire un enorme ponte tra Brooklyn e Staten Island.

Il **Verrazano-Narrows Bridge** venne inaugurato il **21 novembre 1964**.

Il ponte attraversa proprio lo stretto che collega la baia inferiore di New York con quella superiore, nelle acque raggiunte da Verrazzano durante il viaggio del 1524.

All’epoca dell’apertura, il ponte possedeva la più lunga campata principale tra tutti i ponti sospesi del mondo: circa 1.298 metri.

Ancora oggi è una delle opere più imponenti dell’area metropolitana di New York e rappresenta uno degli ingressi.

Di Admin

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