
L’abolizione della caccia supera le case popolari.
Non è una gag: è la classifica online di AVS, votata da iscritti e simpatizzanti.
Fratoianni e Bonelli la porteranno al tavolo del campo largo.
Finalmente una priorità nazionale: prima la cannabis, poi magari il medico.
La piattaforma “Decidiamo” raccoglie 80 proposte e 2.385 voti per la più popolare: meno di un palazzetto di provincia.
Le cure per gli animali hanno superato ticket sanitari e sostegno a chi assiste un familiare malato.
Gli elettori, almeno, sono stati coerenti: hanno premiato chi abbaia.
Seguono voli nazionali vietati se esiste un treno sotto le tre ore, dieci milioni di auto elettriche entro il 2030 e una “Slow AI”, probabilmente elaborata con Slow Photoshop.
Quanto alla Tesla di casa Fratoianni-Piccolotti, resta il mistero: comprata prima che Musk diventasse “pazzo”, doveva essere venduta alla fine del leasing.
Evidentemente la coerenza è ancora in consegna.
Poi il no agli inceneritori, mentre a Roma il termovalorizzatore lo costruisce il loro alleato Gualtieri.
Il campo largo litiga sui rifiuti prima ancora di vincere le elezioni.

La proposta sulla caccia è il capolavoro: “si abolisce”, ma gli animali continueranno a essere abbattuti da personale pubblico.
Non abolizione: nazionalizzazione della doppietta.
E per i cinghiali, gli orsi e i lupi?
Cento milioni per la convivenza.
Chiedetelo ai pastori o alla famiglia di Andrea Papi.
AVS promette il paradiso verde, purché a pagare sia sempre qualcun altro.
Nel 2027 arriverà l’orchestrina: campanelli, grancassa e apocalisse.
Al massimo si lascia una monetina.
Il Paese, no.
