
Cosa succede al tanto decantato e propagandato modello ” Emilia Romagna” ?
“Tutto Convegni, Hotel e aragoste”, titolava Repubblica anni fà, facendo riferimento alla dinamica economia romagnola ed Emiliana.
È ormai chiaro che la Regione simbolo della buona gestione finanziaria non esiste più, ammesso che sia mai esistita.
Il problema, quindi, non riguarda solo il fenomeno climatico avverso, ma la fragilità del territorio e la scarsa propensione della Regione a investire di più e meglio sulla sua messa in sicurezza
La realtà odierna, parla , di ben altro, secondo quanto riportato nei giorni scorsi dal quotidiano online Open, che riporta due relazioni della Corte dei conti a supporto, la Regione non avrebbe speso in tempo ben 55 milioni di euro per la manutenzione di tutta una serie di corsi d’acqua e fiumi, alcuni dei quali sono stati proprio quelli oggetto di rotture nell’alluvione dei giorni scorsi.
La mancata manutenzione e la scarsa pulizia degli alvei dei fiumi causa pericolosi straripamenti, è palese l’immobilismo dell’amministrazione regionale che poco o nulla è riuscita a risolvere su questo fondamentale tema.
Si tratta do una tragedia annunciata da tempo.
Malgrado le costanti sollecitazioni in Regione, è troppo poco quello che è stato fatto per evitare il peggio.
Fanno molto bene i meteorologi in televisione, e i giornalisti a scatenarsi e chiedere trasparenza, e spiegazioni .
I media dovrebbero farlo sempre e non solo in queste drammatiche occasioni.
Il cambiamento climatico, è la scusa, la foglia di fico per qualsiasi evento, e gli “amministratori” , non perdono occasione per gridare “al lupo al lupo ” , e all’evento straordinario e incontrollabile.
Guardando i dati pluviometrici leggiamo che la pioggia, cumulata nelle ultime 48 ore, è di 200 mm nel punto di maggiore intensità.
Per questi eventi, 200 mm in 48 ore sono assolutamente previsti, e anzi il fatto che piova per più giorni non sottende direttamente che sia un evento peggiore.
Questo dimostra che il territorio in realtà è fragile, molto fragile, non manutenzionato, nonostante tutti gli stanziamenti effettuati a tale scopo dagli enti preposti.
Questo nel mondo del comunismo , della pace tra i popoli, della solidarietà, nella patria del Pd .
Questa volta durante il diluvio, la gestione e la progettazione non si è dimostrata adeguata
Non c’è l’interesse, da parte di chi amministra, questa regione a voler mettere in sicurezza il territorio, perché non c’è un ritorno economico!
Quasi ottanta anni, amministrando l’intera regione, gestendo tutti i servizi regionali, tra i quali anche la progettazione e la realizzazione dei canali di scolo, degli argini di contenimento dei fiumi e dei torrenti.
Chi subisce impotente, purtroppo, è sempre il popolo, la cittadinanza , che paga le imposte, e non ha indietro servizi adeguati.
E’ inverosimile, gridare oggi al capitalismo selvaggio, gettando la croce su chi questo territorio non lo ha mai amministrato, almeno negli ultimi ottanta anni.
