De Ficchy Giovanni
Con la Cina equilibrio, ma non sudditanza

Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue.
“Il rapporto con la Cina non deve essere ostile ma maggiormente equilibrato” ha detto ancora la premier “L’Europa ha necessità e bisogno di controllare le sue catene di approvvigionamento e non essere esposta a dipendenze pericolose.
Di grande portata sarà la componente di politica estera.
È prevista una discussione sulla Cina.
Il futuro delle relazioni con Pechino è al centro di un intenso dibattito.
Andrebbe aperto un dibatto su come l’Unione ha gestito l’ingresso della Cina nel commercio globale. Quella cinese e quella europea sono economie interdipendenti.
Il rapporto economico dovrebbe evolvere verso standard comuni”.
La presidente del Consiglio ha poi sottolineato la necessità di “sostenere con forza la competitività del nostro sistema produttivo per non cadere in nuovi deleteri legami di dipendenza”.
Il disaccoppiamento tra le economie di Cina e Unione europea “non è un’ipotesi percorribile, ma bisogna ridurre il rischio”, ha rimarcato.
L’Unione europea non ha ancora varcato il Rubicone dello scontro globale ma considera la Cina un competitor strategico che fa concorrenza sleale.
E corre ai ripari.

