Giovanni De Ficchy

La similitudine della cipolla per spiegare la “sgangherata” economia della grande isola caraibica.
Da qualche tempo, a Cuba stanno proliferando, piattaforme commerciali, e negozi internet, molto forniti di merci , e vendono prodotti provenienti da tutto il mondo, ai cittadini cubani.
Si tratta di veri e propri supermercati on line, con cataloghi ultra assortiti.
Come tutti sanno ,dietro a questi siti si nasconde il governo di Cuba.

Come è noto a Cuba manca tutto, il reddito medio pro capite per il cubano è di circa dieci dollari al mese.
Allora penserete voi, come mai ci sono tutte queste possibilità di acquisto?
Semplice, il mercato obiettivo non sono i cubani residenti sull’isola, bensì i familiari che sono riusciti a fuggire, e sono immigrati nel mondo ” capitalista”, e dispongono della divisa necessaria per acquistare tutti questi prodotti tra l’altro decisamente ” cari”.
Grazie a questi acquisti, dei loro cari le famiglie dei cubani riescono ad arrivare alla fine del mese.
Negli ultimi anni sull’isola, si è verificato un esodo dall’isola, favorito dal regime , superiore a quello che ha caratterizzato, il dopo rivoluzione castrista.
Grazie a questi lavoratori, all’estero l’officialismo cubano, sta realizzando guadagni favolosi.

Ma la cipolla?
Una signora dell’Avana , aveva ricevuto, un cesto di frutta e verdura, regalatole, dal nipote che lavora negli Usa, un bellissimo regalo per lei, ed ecco che però nello scartare lo stesso nota che non era stata tolta l’etichetta, che recava la provenienza del pacco di cipolle, era scritto a chiare lettere ” Made in Panama”.
Infatti due volte la settimana, arriva dallo stato del canale, un conteiner carico di frutta e verdura.
Si tratta di prodotti agricoli ed ortaggi bellissimi, freschi, molto belli alla vista.
Il mio interrogativo però è il seguente; come potrà mai l’agricoltura dell’isola, che non ha nessun ricorso, non ha i fertilizzanti, non ha nemmeno l’acqua per irrigare le serre, dove vengono coltivati i prodotti, svilupparsi ?
La retorica del governo, che in questi giorni, afferma che Cuba sta “crescendo” economicamente….e questo infastidisce i governi capitalisti….
La realtà è che non si può trovare una miseria più profonda…
Questo vale poi per tutti i settori produttivi, e per tutta l’economia cubana, non si produce più nulla…
Tanto sulle piattaforme via internet, si trova tutto…
Evviva la revolucion !!
Così il governo di Cuba, sfrutta i cubani emigrati, mettendo sul lastrico, quelli residenti, e costringendo gli emigrati ad acquistare, per i propri cari questi beni, per poter sopravvivere.

