
Giovanni De Ficchy
La Bce ha deciso di alzare nuovamente i tassi di interesse, aumentando il costo del denaro di 25 punti base e portandolo a 4,5, anche se la Banca Centrale Europea lascia intendere che questo potrebbe essere l’ultimo rialzo almeno per un po’ di tempo.
La Bce ha deciso un nuovo rialzo i tassi di interesse di 0,25 punti base, portando il costo del denaro a 4,5. Nel comunicato che ha fatto seguito alla riunione del Consiglio Direttivo, la Bce ha spiegato che la decisione arriva a causa di una revisione al rialzo delle stime dell’inflazione per il 2023, che si prevede toccherà il 5,6%, per poi scendere al 3,2% nel 2024 e al 2,1% nel 2025.
“L’inflazione continua a diminuire – si legge nel comunicato – ma ci si attende tuttora che rimanga troppo elevata per un periodo di tempo troppo prolungato.

Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine” e quindi “ha deciso oggi di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse”.
Tuttavia per la prima volta si intravede la possibilità che i tassi abbiano “toccato tetto”.
Il Consiglio direttivo – si legge nel comunicato – “ritiene che i tassi di interesse di riferimento della Bce abbiano raggiunto livelli che, mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, forniranno un contributo sostanziale a un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo”.
“Le decisioni future del Consiglio direttivo – si precisa – assicureranno che i tassi di interesse di riferimento della Bce siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario” e comunque il Consiglio “continuerà a seguire un approccio guidato dai dati nel determinare livello e durata adeguati della restrizione”.
Gli esperti della BCE hanno lievemente rivisto al ribasso le proiezioni dell’inflazione al netto della componente energetica e alimentare, che si collocherebbe in media al 5,1% nel 2023, al 2,9% nel 2024 e al 2,2% nel 2025.
