Giovanni De Ficchy

Il paese africano che negli ultimi tempi ha attirato più di tutti l’attenzione dei media internazionali è senz’altro il Niger, dove la guardia Presidenziale, ha effettuato un golpe militare, mettendo agli arresti domiciliari il deposto presidente, che era stato al potere per molte decadi.

Tre paesi del Sahel dell’Africa occidentale a guida militare, Mali, Burkina Faso e Niger, hanno firmato un trattato di sicurezza che li obbligherà a sostenersi a vicenda contro qualsiasi aggressione esterna.

Mali e Burkina Faso hanno promesso di venire in aiuto del Niger se verrà attaccato.

L’ECOWAS e l’Occidente hanno criticato i tre paesi per le prese di potere militari, che hanno messo a dura prova i loro rapporti con loro, anche se lottano per contenere i ribelli legati ad al Qaeda e allo Stato Islamico.

Nel rendere formale il loro sostegno, il leader della giunta del Mali, Assimi Goita, ha rivelato su X di aver firmato un patto.

“Qualsiasi attacco alla sovranità e all’integrità territoriale di una o più parti contraenti sarà considerato un’aggressione contro le altre parti”, secondo la carta del patto, noto come Alleanza degli Stati del Sahel.

Ha affermato che gli altri Stati forniranno assistenza individualmente o collettivamente, anche con l’uso della forza armata.

Il Niger come è noto è un paese particolarmente importante, nello scacchiere africano, essendo di passaggio, si tratta infatti dello stato dove vi è il maggior transito di flussi migratori verso il mediterraneo, ed avendo notevoli giacimenti di materie prime, prima tra tutte l’Uranio, il carbone, il ferro, i fosfati , e naturalmente il petrolio.

Le attività prevalenti sono quelle minerarie.

Essendo il paese africano, il maggior esportatore al mondo di uranio, rappresenta un bel colpo, per chi volesse appropriarsi delle risorse delle ex colonie francesi.

Dal gas naturale, a diamanti, alle miniere d’oro.

La penetrazione russa in Africa comincia a farsi sentire, è avvenuta in concomitanza con la progressiva ritirata dei francesi, dalle aree un tempo sotto l’influenza dei francesi.

Le recenti polemiche contro il franco africano, emesso dai francesi, che in certo senso ha dato stabilità, ai paesi africani, essendo gestita per molti decenni dalla banca centrale francese.

Una sorta di euro ante litteram, che tra gli altri il buon Gheddafi , voleva sostituire con una moneta gestita da una banca pan africana.

In questa sede, trascurerò di parlare delle teorie “complottiste”, perchè sono totalmente fuorvianti e prive di fondamento.

Con lo scoppio della guerra in Ucraina, sta conoscendo un ulteriore sviluppo, il sentimento anti francese ed anti occidentale in generale, rende sempre più forte, sia il terrorismo islamico, jihadista, sia la presenza della Wagner.

Nel continente africano infatti sono presenti più di 5000 combattenti russi.

Dalla propaganda, alla disinformazione, arrivando appunto al sostegno ai colpi di stato, volti ad instaurare governi fedeli a Mosca.

Anche la Cina ha puntato il suo mirino, in quell’area del mondo, anche in previsione di possibili default economici, situazione congeniale al dragone , per poter “strozzare”, anche questi paesi.

I porti, anche se pochi in Africa, rappresentano la chiave di volta dell’economia dell’intero continente, e sono attualmente ancora nelle mani dei francesi.

Da notare che vi è la presenza di una base militare cinese , l’unica al di fuori del territorio nazionale cinese, in Gibuti, posizionata sul Mar Rosso.

Quindi in sintesi quello che succede è un interesse geo politico dei cinesi e dei russi , che ha portato , a questa serie di colpi di stato, si affaccia anche la Cina.

L’armamento cinese con i suoi bassi costi, si sta affermando,

La Russia da sempre si è schierata contro le potenze coloniali europee, oggi cerca di costruirsi una immagine positiva, quale paese amico ed anti imperialista.

La Cina come dicevo sopra , ha interessi nelle infrastrutture, e desidera inoltre delocalizzare la propria produzione manifatturiera, in questi paesi.

Di Admin

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